Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/2: 09.503 Iv.pa. Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro (Legge federale sulle tasse di bollo) · 36 pagine

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bienti simili. I due progetti vanno quindi esaminati nel loro complesso. Per il PLR, oltre all’abolizione delle tasse di bollo attesa da tempo, la riforma dell’imposta preventiva assume un ruolo centrale per consolidare l’economia in questo periodo critico causato dal coronavirus. Questa riforma consentirebbe di compiere un primo passo per rendere più attraente la piazza economica svizzera senza significative perdite di entrate, riportando sul territorio nazionale la creazione del valore e i corrispondenti posti di lavoro.

Anche l’UDC sottolinea che l’immente riforma dell’imposta preventiva presenta uno stretto legame con le tasse di bollo, visto che in caso di trasferimento di un titolo viene applicata in primo luogo una tassa di bollo e successivamente l’imposta preventiva (35%) al momento del pagamento dei dividendi. Altri Paesi come il Lussemburgo o l’Irlanda non prevedono alcuna imposta preventiva e, di conseguenza, la piazza finanziaria svizzera deve fare i conti con uno svantaggio competitivo. Conseguentemente, questi due tributi affini (tassa di bollo e imposta preventiva) devono essere aboliti entrambi per ottenere un effetto positivo a lungo termine sull’economia svizzera.

4.2.3.2 Riferimenti all’abolizione della tassa d’emissione (progetto 1)

Nel caso in cui la maggioranza della commissione dovesse rimanere dell’opinione di revisionare ora le tasse di bollo, secondo il pvl occorre dare la priorità al progetto 1, che prevede l’abolizione della tassa di emissione sul capitale ed è attualmente sospeso. Ne beneficerebbero in particolare le start up, e verrebbero migliorati anche gli incentivi alla fondazione di imprese. Per contro, ai progetti preliminari 2 e 3 in oggetto verrebbe assegnata una priorità minore.

Nel caso in cui l’abolizione delle tasse di bollo dovesse avvenire per gradi, anche secondo l’USA-MAM la massima priorità andrebbe all’abolizione della tassa di emissione. Senza stabilire alcuna classificazione delle priorità, anche la SIX suggerisce di abolire rapidamente, oltre alla tassa di negoziazione e alla tassa sui premi di assicurazione, anche la tassa di emissione.

Per economiesuisse, HKBB, SwissHoldings e Swissmem, l’abolizione della tassa di emissione sul capitale prevista dal progetto 1 è diventata urgente nell’attuale situazione straordinaria dovuta alla pandemia di coronavirus e va dunque ora attuata prontamente sotto forma di una ulteriore misura immediata. In seguito alle misure volte a contenere la diffusione del coronavirus, una percentuale notevole delle imprese svizzere registra delle perdite. Le riserve di capitale proprio interessate dalle perdite diminuiranno quindi notevolmente. Le misure immediate decise dal Consiglio federale volte all’ottenimento di capitale di terzi sotto forma di crediti potrebbero consentire di superare la scarsa liquidità, cosa di certo importante e corretta, ma non contribuiranno ad assorbire le perdite. Solo il capitale proprio è in grado di farlo. C’è da supporre che per garantire la propria sopravvivenza, numerose imprese dovranno ricorrere a versamenti sul capitale proprio da parte dei soci. In molti casi le disposizioni del codice delle obbligazioni costringerebbero le imprese a raccogliere nuovo capitale proprio per evitare un bilancio deficitario, se non addirittura un sovraindebitamento. Se si supera la franchigia di un milione di franchi, sui versamenti sul capitale proprio viene applicata la tassa di emissione dell’1 per cento. L’eccezione della tassa di emissione per i risanamenti non troverebbe applicazione in molti casi visto che i requisiti sono troppo limitativi. Le società dovrebbero essere proprio sull’orlo del baratro (finanziariamente parlando) per essere esentate dalla tassa di emissione. Se risultassero in attivo già prima, la tassa andrebbe comunque pagata.

Swissmem fa inoltre notare che con ogni probabilità, a differenza delle PMI, le grandi aziende a partire da 500 milioni di franchi di fatturato non riceveranno aiuti di liquidità dalla Confederazione (tranne alcune eccezioni selezionate nel campo del traffico aereo). A tali grandi aziende, che potrebbero anch’esse entrare in sofferenza a seconda della durata della crisi del coronavirus, bisogna venire incontro perlomeno sotto il profilo della politica fiscale, anche perché con il presente progetto verrebbe aumentata l’attrattiva della piazza fiscale e verrebbe dunque generato un valore aggiunto supplementare.

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