Rapporto esplicativo

Consultazione 2020/40: La legge federale urgente sul sostegno ai trasporti pubblici nella crisi da COVID-19 · 24 pagine

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tranne poche eccezioni regionali, come pure le corse supplementari nelle ore di punta e le offerte notturne durante i fine settimana. Anche il traffico locale nelle città è stato notevolmente ridotto.

La popolazione ha seguito la nostra raccomandazione di rimanere a casa e di utilizzare i TP solo se necessario. Da metà marzo si è registrato un notevole calo dei passeggeri e, quindi, delle entrate. Durante la fase apicale della crisi si calcola siano state inferiori anche dell’80 per cento, tra le altre cose per via delle regolamentazioni a favore dei titolari di abbonamenti.

I costi dei TP sono in buona parte di natura fissa e soprattutto nel traffico ferroviario il materiale rotabile e gli impianti ferroviari comportano costi elevati (in particolare per gli ammortamenti) anche quando i treni sono fermi.

I TP si sono quindi trovati a dover garantire l’offerta di base nonostante una domanda pressoché inesistente e le ingenti spese fisse cui far comunque fronte. In questa situazione è inevitabile vedersi confrontati con elevati costi non coperti.

1.1.2 Trasporto di merci per ferrovia

La pandemia da COVID-19 ha portato alla temporanea chiusura di interi comparti del settore industriale e commerciale in Svizzera e in tutta Europa. Poiché erano rimasti aperti soltanto gli esercizi di beni di prima necessità, la domanda di prodotti finiti ha subito un tracollo. Si è fermato il trasporto di molti materiali, prodotti intermedi e finiti, mentre gli altri comparti, in particolare il traffico combinato transalpino, hanno accusato un aumento dei costi rispetto all’esercizio normale, vedendo crescere quelli per la disposizione di locomotive e macchinisti a causa del maggior numero di treni soppressi a breve termine, della crescente disparità nei volumi di trasporto tra le due direzioni sull’asse nord-sud e, in generale, della minore pianificabilità.

Trasporto di merci per ferrovia attraverso le Alpi

Nel traffico ferroviario transalpino il flusso delle merci ha registrato a causa della pandemia una contrazione che ha toccato il 40 per cento. Avendo poche possibilità di ridurre immediatamente i costi, nell’arco di breve tempo le imprese subiscono gravi perdite e si vedono costrette a un notevole consumo di capitale, soprattutto in un settore come questo dove negli ultimi anni è stato raramente possibile realizzare utili e quindi creare riserve. Il calo dei volumi di trasporto implica inoltre una riduzione delle indennità per il traffico combinato, aggiungendo perdite a perdite, poiché le indennità sono versate in funzione dei volumi effettivamente realizzati e, secondo l’articolo 8 capoverso 2 della legge del 19 dicembre 20083 sul trasferimento del traffico merci (LTrasf), non possono essere aumentate. Infine, i treni o gli invii cancellati non possono essere fatturati al cliente perché la pandemia da COVID-19 rappresenta una causa di forza maggiore.

La situazione nel trasporto di merci per ferrovia attraverso le Alpi è di tale gravità che senza contromisure la politica di trasferimento del traffico svizzera ne risulterà a lungo inficiata, vedendosi confrontata con la possibilità di una sospensione prolungata di

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