Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/59: Revisione totale dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2): avvio della procedura di consultazione · 27 pagine

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Numero d’incarto: UFAM-233.11-1850/4/1

nonché tra i settori SSQE. Inoltre, il fattore di correzione intersettoriale deve essere applicato solo alle emissioni di processo derivanti da combustibili fossili. Rauch Trading AG chiede che il rischio di carbon leakage sia valutato nell’ambito del mercato svizzero. La stima europea dei fattori di adeguamento non deve essere adottata in questo ambito, poiché i mercati e, quindi, anche il rischio di rilocalizzazione sono diversi. Per quanto concerne la sostanza, Alleanza climatica, Greenpeace, FSE, ATA e il PS confermano i loro pareri sulla modifica dell’ordinanza dell’anno scorso riguardante il sistema di scambio di quote di emissioni. Fanno notare che la pandemia da coronavirus ha evidenziato che le medie annue della quota di attività non è idonea per l’assegnazione a titolo gratuito di diritti di emissione. Il sistema di adeguamento deve essere strutturato in modo flessibile per evitare assegnazioni eccessive. Questa modifica deve essere attuata nonostante il respingimento della legge sul CO2. Per il pacchetto di misura «fit for 55» dell’UE, i partecipanti vicini all’Alleanza climatica e il PS ribattono che per favorire l’adozione di nuove norme dell’UE occorre rinunciare a qualsiasi garanzia legale che la renderebbe più difficile.

Inoltre, Scienceindustries chiede che si possano iscrivere nel Registro dello scambio di quote di emissioni le riduzioni di emissioni certificate conseguite con progetti di cattura del CO2 (CCS) e di sequestro geologico del CO2. Nel rapporto di monitoraggio, le emissioni derivanti da progetti CCS/CCU devono essere dedotte dalle emissioni dirette di CO2 senza adeguare l’assegnazione a titolo gratuito di diritti di emissione. Adeguamenti in questo senso sono chiesti anche da CIMO. Infine, Scienceindustries

chiede che la quota di biogas nel gas delle reti di gas naturale possa essere computata nel rapporto di monitoraggio con un fattore di emissione zero anche per gli impianti SSQE. Ciò deve valere anche per il biogas di origine certificata proveniente dalla Germania. Questa richiesta è sostenuta anche da CIMO. Secondo Scienceindustries, inoltre, devono essere computati solo i fattori di emissione reali di vettori energetici chimici che sono stati comprovatamente fabbricati con il metodo Power-to-X utilizzando energia elettrica a basso tenore di CO2. Infine, si devono computare combustibili sostitutivi con il fattore di emissione del gas naturale, per creare così un incentivo per la combustione di solventi in loco.

CIMO sottolinea, inoltre, che le condizioni per un’interruzione della vendita all’asta di diritti di emissione non sono chiare. Da quando è stato effettuato il collegamento con il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE sono state interrotte già due vendite all’asta di diritti di emissione, poiché le differenze con il prezzo di aggiudicazione nell’UE erano troppo grandi. Per CIMO non è chiaro quale scostamento sarebbe ancora consentito. Al fine di prevenire ulteriori interruzioni, economiesuisse, Scienceindustries e Swissmem chiedono che venga definito un prezzo minimo per la vendita all’asta in riferimento al mercato secondario dell’UE. Per CIMO occorre inoltre considerare che le oscillazioni del prezzo siano riconducibili agli attori finanziari partecipanti. In ultima analisi, per ERZ, InfraWatt e l’Associazione svizzera del teleriscaldamento è importante che gli impianti di incenerimento dei rifiuti (IIRU) vengano esplicitamente esclusi dal SSQUE e anche in assenza di una soluzione settoriale entro il 2024. Un’inclusione degli IIRU andrebbe contro il principio di equivalenza con l’UE e porterebbe a una disparità di trattamento dei differenti impianti di smaltimento dei rifiuti. Inoltre sussisterebbero alcuni punti non chiari riguardanti la gestione. A questo proposito, per ERZ non è chiaro se i rifiuti sarebbero considerati vettori energetici parzialmente fossili secondo l’allegato 8. Alleanza climatica, Greenpeace, FSE e ATA, invece, si attendono che un’eventuale soluzione settoriale con gli IIRU comprenda la cattura di oltre il 70 per cento delle emissioni.

Infine, il Cantone VD, chiede che nelle spiegazioni per l’esecuzione (art. 246) vengano elencati tutti i dati e le informazioni che possono essere scambiati tra le unità amministrative, poiché occorre ponderare interessi privati e pubblici.

4.4 Gestori di impianti con impegni di riduzione

In conseguenza del respingimento della legge sul CO2, la base legale per l’esenzione dalla tassa sul CO2 con l’ausilio di impegni di riduzione scadrà a fine 2021. L’attuale evoluzione lascia tuttavia presumere che la possibilità per le imprese di farsi esentare dalla tassa sul CO2 con impegni di riduzione

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