Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/59: Revisione totale dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2): avvio della procedura di consultazione · 27 pagine

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Numero d’incarto: UFAM-233.11-1850/4/1

produzione di energia. L’esclusione è poco opportuna in particolare negli impieghi per i quali attualmente non esistono alternative tecniche rinnovabili.

All’estero l’ordinanza sul CO2 prevede solo attestati per progetti di degradazione di gas serra diversi dal CO2, per i quali sussiste un utilizzo a scopo energetico. E questo nonostante che la degradazione senza utilizzo a scopo energetico sia coperta dall’Accordo di Parigi, critica Fairrecycling e lamenta in particolare che in questo modo sono esclusi, ad esempio, i progetti per la degradazione di CFC che hanno un grande potenziale in fatto di risorse climatiche, ambientali e di tutela della salute. A tal proposito First Climate argomenta che, ad eccezione del metano e del CO2, i gas serra non possono essere utilizzati a scopo energetico per motivi fisici. La relativa disposizione esclude quindi ampiamente la riduzione di gas diversi dal CO2 all’estero. Ma secondo First Climate sono proprio questi i progetti particolarmente idonei per la compensazione all’estero.

L’ordinanza sul CO2 presentata sancisce che le attività nel settore dei rifiuti senza utilizzazione materiale ed energetica o senza riduzione dei rifiuti all’estero non possono essere attestate. First Climate AG ritiene invece che ciò impedisce il trasferimento di esperienze e che progetti simili in Svizzera vengono attestati. A suo avviso l’utilizzazione materiale ed energetica o la riduzione dei rifiuti è nell’interesse degli sviluppatori del progetto e, di conseguenza, un disciplinamento nell’ordinanza è superfluo o va almeno precisato. Inoltre, si dovrebbe modificare la formulazione in «utilizzazione materiale o energetica».

Fairrecycling auspica che si verifichi se i programmi per la degradazione di CFC all’estero sarebbero collegabili con misure volte ad aumentare l’efficienza energetica nei paesi ospitanti.

Il progetto posto in consultazione prevede che la competenza per l’adeguamento dell’elenco dei progetti per i quali vengono rilasciati attestati spetta al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). L’elenco deve essere adeguato agli sviluppi tecnici ed economici. Per economiesuisse e Swissmem questa è però una decisione politica, ragione per cui questa competenza deve continuare a spettare al Consiglio federale.

4.5.3 Stoccaggio geologico e biologico di carbonio

Il Cantone NW, Climeworks, il PS e l’Associazione pozzi di carbonio legno svizzero approvano l’ammissione dei pozzi di carbonio come progetti di compensazione. Anche Climeworks approva che in questo modo si crea un primo quadro giuridico per i pozzi di carbonio, ma ritiene che vi sia ancora necessità di precisazione. Il Cantone TG accoglie con favore le disposizioni riguardanti i pozzi di carbonio e la procedura per il rilascio di attestati e sottolinea che le prestazioni dei pozzi di carbonio devono essere disciplinate a livello internazionale. I Cantoni ZH e SG si dichiarano a favore dei pozzi di carbonio biologici. Anche il Cantone FR sostiene i pozzi di carbonio biologici, ma ritiene che con la nuova ordinanza l’onere amministrativo è elevato e che occorre pragmatismo in particolare per quanto concerne i metodi di misurazione dei pozzi di carbonio. In Svizzera i pozzi di carbonio biologici sono generalmente esclusi da un’attestazione, un aspetto accolto con favore dal Cantone NW. CharNet, First Climate AG e Kaskad-E GmbH criticano questo aspetto e chiedono una considerazione differenziata dei progetti riguardanti pozzi di carbonio biologici all’estero, poiché il potenziale è grande e il rischio di inversione può essere coperto applicando il principio «buyer beware». In particolare va attestato anche l’impiego di carbone vegetale. First Climate AG afferma che, analogamente ai progetti in Svizzera, la permanenza può essere assicurata con un obbligo di monitoraggio e sostituzione a lungo termine.

I Cantoni NW e SG nonché neustark AG sostengono espressamente l’attestazione dei pozzi di carbonio biologici in Svizzera e all’estero e Climeworks in modo specifico la loro ammissione all’estero.

Per il Cantone FR, l’USC e Ökostrom i requisiti posti nell’articolo 106 ai progetti riguardanti pozzi di carbonio sono troppo elevati e consigliano che l’ordinanza si concentri meno sul calcolo della prestazione di riduzione e più sull’attuazione pragmatica dei progetti, al fine di promuovere progetti di protezione del clima nell’agricoltura. Anche il Cantone TG individua un grande potenziale per progetti di compensazione nell’agricoltura, ma vede anche ostacoli troppo elevati. L’organizzazione PSL chiede che si tenga conto dei potenziali di stoccaggio e di altri effetti positivi delle aree verdi. Il Cantone 16/27

UFAM-D-DD643401/533