Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/59: Revisione totale dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2): avvio della procedura di consultazione · 27 pagine

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Numero d’incarto: UFAM-233.11-1850/4/1

Per il Cantone VD è importante che le misure non ritardino il rinnovamento del parco veicoli svizzero. A causa dell’evoluzione delle emissioni nel settore dei trasporti, il Consiglio dei PF chiede misure nettamente più rigorose, più specifiche e più vincolanti di quelle previste nel progetto. Inoltre, occorre promuovere l’impiego di mezzi di trasporto alternativi. Il Cantone GE accoglie con favore la promozione della mobilità elettrica. Per il Cantone NW è importante che oltre alla mobilità elettrica vengano promossi anche altri sistemi di propulsione. Il Cantone VD individua alcune contraddizioni e incoerenze nel progetto di ordinanza e nell’ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali e indica a titolo di esempio le norme relative alla prima immatricolazione e all’utilizzo di COC (il certificato di conformità di cui all’articolo 37 del regolamento (UE) 2018/858).

Il Cantone SG segnala che le categorie degli autofurgoni definite non corrispondono a quelle riportate nell’attuale registro dei veicoli e chiede chiarimenti su come gestire questo aspetto.

Per quanto concerne la prima immatricolazione, il progetto di ordinanza prevede l’estensione del termine a 12 mesi. Il Cantone ZH preferisce che questo disciplinamento venga inserito nella futura revisione dell’ordinanza. La proroga del termine e l’introduzione di un chilometraggio minimo vengono accolte con favore da PS, Alleanza climatica, Greenpeace, FSE e ATA. L'organizzazione auto-schweiz concorda con l’estensione del termine, ma teme che il criterio del chilometraggio possa portare a manipolazioni dei tachimetri e, pertanto, respinge questa proposta. Per le imprese del settore automobilistico, invece, è importante non estendere il termine, poiché comporterebbe una tassazione supplementare e una distorsione della concorrenza nei confronti degli importatori generali. Anche economiesuisse e VFAS lamentano che l’estensione del termine viola il principio «Cassis de Dijon», rafforza la doppia imposizione, distorce la concorrenza e costituisce un’insostenibile erosione del potere d’acquisto dei consumatori svizzeri. VFAS contesta l’accusa secondo cui l’attuale normativa avrebbe provocato abusi e chiede di ridurre il termine a tre mesi. economiesuisse si associa a questa richiesta. La VFAS, economiesuisse e le imprese del settore automobilistico respingono anche il criterio del chilometraggio.

Alleanza climatica, Greenpeace, FSE e ATA deplorano che il Consiglio federale non utilizzi il suo margine di manovra relativo ai valori obiettivo e non fissi obiettivi intermedi fino al 2025. A loro avviso occorre prevedere al più tardi per il 2023 obiettivi intermedi per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri. Il percorso di riduzione deve corrispondere a quello dell’UE. Per Alleanza climatica, Greenpeace, FSE e ATA, occorre attuare queste modifiche nel 2022 nonostante la bocciatura della legge sul CO2. Inoltre, queste organizzazioni fanno notare che, a causa della crescente quota di veicoli elettrici, i raggruppamenti di emissioni minano l’obiettivo della misura. Per questo motivo, dal 2022 i raggruppamenti di emissioni devono essere consentiti solo per i veicoli a propulsione fossile. Al contempo occorre eliminare le cessioni di veicoli (stralcio dell’articolo 27), poiché anche queste costituiscono un disincentivo. La VFAS, invece, individua un potenziale di ampliamento per le cessioni. A differenza dell’attuale normativa, non devono essere ceduti singoli veicoli, bensì quantità di CO2 (compresa la possibilità di ricessioni) e questo deve creare una sorta di scambio di emissioni di CO2. Anche economiesuisse si dichiara a favore di uno scambio di emissioni di CO2 nel settore dei trasporti. Entrambi i partecipanti individuano un potenziale simile anche in una sorta di credito di CO2, che verrebbe rilasciato in caso di risultato inferiore all’obiettivo individuale per il parco veicoli (nuovo articolo 40 cpv. 4).

Secondo il Cantone ZH, nel progetto di ordinanza manca l’incentivo per passare a veicoli più leggeri, poiché per il calcolo dell’obiettivo individuale si tiene conto del peso del veicolo. Anche Alleanza climatica, Greenpeace, FES e ATA ritengono che considerare il peso del veicolo sia un disincentivo e auspicano che per il 2022, 2023 e 2024 venga utilizzato lo stesso peso a vuoto utilizzato nel 2021, visto che in questi anni rimane invariato anche il valore obiettivo. Secondo la VFAS, invece, si devono tassativamente evitare iniziative unilaterali della Svizzera nel calcolo dell’obiettivo individuale e adottare interamente le norme e i metodi di calcolo dell’UE, anche per evitare incertezze giuridiche. In questo senso, per il calcolo dell’obiettivo individuale è necessario adottare il valore vigente nell’UE per il peso medio del veicolo dei veicoli immatricolati per la prima volta.

Alleanza climatica, PS, Greenpeace, FSE e ATA presumono che la Svizzera rinuncerà all’adozione dei «zero and low vehicle values» dell’UE.

9/27 UFAM-D-DD643401/533