Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/38: Legge federale sull’imposizione individuale · 30 pagine

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differenze a livello cantonale aumenterebbero e a seconda della modalità scelta dai Cantoni per attuare la riforma risulterebbero considerevoli perdite fiscali.

Secondo l’UDC, invece, l’attuazione a tutti e tre i livelli statali costituirebbe un’importante in- gerenza nella sovranità fiscale dei Cantoni, in quanto la definizione delle tariffe è di compe- tenza di quest’ultimi. Per la Ligue vaudoise in questo modo si imporrebbe un’uniformazione delle imposte cantonali, che va ben oltre l’attuale armonizzazione. La competenza della Con- federazione in materia di armonizzazione non le fornisce il potere di richiedere ai Cantoni l’applicazione dell’imposizione individuale delle coppie sposate.

3.2.8 Conseguenze finanziarie

La discussione sulle ripercussioni finanziarie dell’imposizione individuale è stata controversa.

Accettazione delle perdite di entrate per la Confederazione

Secondo il PLR e Handelskammer beider Basel la riduzione preventivata delle entrate deri- vanti dall’imposta federale diretta pari a 1 miliardo di franchi comporterà uno sgravio per quasi tutti i contribuenti. Sul lungo termine il minor gettito fiscale dovrebbe però essere com- pensato dall’aumento delle persone esercitanti un’attività lucrativa.

Per il pvl e diverse organizzazioni (BPW, BSJF, FDP Frauen Kanton Zürich, frauenaargau, Frauenzentrale Zürich, LOS, mws, Operation Libero, PLR I Liberali Radicali Donne, postbei- jing, Verein Individualbesteuerung, WyberNet) gli adeguamenti delle tariffe proposti sono ne- cessari per limitare le minori entrare e, allo stesso tempo, ridurre al minimo indispensabile gli oneri aggiuntivi per tutte le fasce della popolazione. La riduzione dei ricavi derivanti dalle im- poste federali a loro avviso non è l’obiettivo principale della riforma, ma potrebbe essere ac- cettata per aumentare le possibilità di successo dell’imposizione individuale.

Ripercussioni finanziarie per i Cantoni e i Comuni

Vari partecipanti alla consultazione rilevano la difficoltà nello stimare gli effetti finanziari che l’imposizione individuale avrà sui Cantoni, perché la situazione di partenza di ognuno è molto diversa. A loro avviso si dovrà mettere in conto un notevole calo del gettito fiscale. I costi per l’informatica e il personale da sostenere non possono essere stimati, ma dovrebbero essere ingenti (BL, GL, GR, NW, SG, SO, TI, ZG, CDCF, FER, SSK, USDCR). La CDF chiede quindi che la Confederazione tenga conto di questi costi in maniera più adeguata. BE pre- sume che le entrate derivanti dall’imposta sul reddito si ridurranno di pochi punti percentuali. Ipotizzando che il gettito fiscale derivante dall’imposta sul reddito cantonale ammonti com- plessivamente a circa 4 miliardi di franchi, una riduzione di un punto percentuale corrisponde a una perdita di circa 40 milioni di franchi. A queste poi si dovranno aggiungere altre riduzioni delle entrate a livello comunale. SH prevede una riduzione del gettito fiscale su base annua di almeno 1,3 milioni di franchi. NW sostiene che per i Cantoni con un modello di splitting, a seconda della sua impostazione, questo potrebbe portare a un calo ridotto delle entrate così come a un loro aumento. La SSK parte dal presupposto che nei Cantoni nei quali oggi è pre- vista un’imposizione congiunta dei coniugi senza modello di splitting, la riduzione del gettito potrebbe essere significativa.

Secondo l’ACS anche per i Comuni al momento gli effetti finanziari non sarebbero ancora quantificabili, nonostante questo punto rappresenti un elemento importante per la scelta. Tali effetti dipenderebbero principalmente dall’attuazione nei Cantoni. Al momento, però, il

prezzo che dovrebbero pagare i Cantoni a livello finanziario sembra essere ancora troppo elevato.

IGFamilie3plus e Jugend & Familie sono critici perché ritengono che, senza sapere quali sa- ranno le conseguenze fiscali a livello cantonale e comunale, almeno a grandi linee, il popolo non possa farsi un’idea precisa delle conseguenze fiscali previste. Nel caso di una votazione popolare, dunque, sarebbe infranto il diritto alla libera formazione della volontà nonché il di- ritto all’espressione fedele del voto.

Critiche mosse alle elevate minori entrate derivanti dall’imposta federale diretta