Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/17: Iniziativa Parlamentare. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna. Consultazione sul modello della CSEC-S · 29 pagine
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provvedimenti a sostegno della prima infanzia in ragione della netta separazione tra le condizioni quadro strategiche e la libertà operativa dei Cantoni. Anziché definire i singoli progetti, occorrerà stabilire obiettivi misurabili in materia di risultati e prestazioni, in modo da garantire ai Cantoni una maggiore flessibilità nell’attuazione concreta. Tali obiettivi saranno formulati sulla scorta degli obiettivi strategici della Confederazione nei vari settori di compiti (in virtù di basi di pianificazione legali ed eventualmente di ulteriori basi di pianificazione relative a compiti specifici). A livello operativo, i Cantoni dovranno disporre della massima flessibilità possibile. A tal fine, anziché sovvenzioni per singoli progetti, riceveranno contributi globali e forfettari che potranno impiegare per raggiungere gli obiettivi convenuti.
Stipulando accordi di programma, la Confederazione assume impegni finanziari pluriennali nei confronti dei Cantoni. Il Parlamento deve così fissare l’importo massimo dei mezzi finanziari da impiegare nell’arco di quattro anni mediante un credito d’impegno. Teoricamente sarebbe ipotizzabile che, nel decreto federale concernente un credito d’impegno, il Parlamento definisse valori di riferimento per l’assegnazione di mezzi finanziari ai singoli ambiti di promozione. Una prima ripartizione approssimativa dei fondi tra i Cantoni avviene di regola in base a una chiave di ripartizione corrispondente al settore politico. Questa potrebbe basarsi, per gli accordi di programma ai sensi del P-LSCus, ad esempio, sul numero di abitanti di un Cantone e sul numero di bambini al di sotto di una determinata età (conformemente al campo d’applicazione della legge).
Su questa base, il Dipartimento federale dell’interno stabilirebbe individualmente con ogni Cantone, nel quadro degli accordi di programma e in base alle domande presentate, le modalità di ripartizione dei mezzi finanziari tra i diversi ambiti di promozione. Per quanto concerne l’attuazione degli accordi di programma, non vi sono modifiche sostanziali rispetto al progetto del Consiglio nazionale.
3.7 Finanziamento e conseguenze finanziarie
La CSEC-S ritiene che gli assegni di custodia dovrebbero, in linea di principio, essere finanziati dai datori di lavoro, nel cui ambito di responsabilità rientra del resto la lotta contro la penuria di personale qualificato e che fornirebbero quindi in questo modo un contributo di solidarietà. La Confederazione partecipa alle misure nel quadro degli accordi di programma, assumendosi così la responsabilità di sviluppare ulteriormente la politica della prima infanzia e in particolare la custodia di bambini complementare alla famiglia. Secondo la Commissione, sarebbe inoltre possibile prevedere un finanziamento paritetico da parte di datori di lavoro e salariati. Conformemente al principio degli assegni familiari, questa competenza spetta ai Cantoni che, come nel caso degli assegni per i figli e degli assegni di formazione, sono liberi di prevedere regolamentazioni in tal senso. I Cantoni sarebbero anche quindi liberi di contribuire al finanziamento dell’assegno di custodia. Se si volessero finanziare i 637 milioni che si stima dovranno essere versati nel 2025 per gli assegni di custodia unicamente attraverso un aumento dell’aliquota contributiva dei datori di lavoro per gli assegni familiari, tale aliquota dovrebbe aumentare in media di circa 0,2 punti percentuali. In altre parole, dovrebbe essere portata a circa l’1,95 per cento (invece dell’attuale 1,75 %).