Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/17: Iniziativa Parlamentare. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna. Consultazione sul modello della CSEC-S · 29 pagine

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Per quanto riguarda i costi degli accordi di programma, la CSEC-S prevede un adeguamento dei mezzi finanziari per tenere conto della riduzione degli ambiti di promozione dai quattro proposti dal Consiglio nazionale a tre. La Confederazione dovrebbe partecipare al massimo alla metà delle spese dei Cantoni. Sono previsti al massimo tre periodi contrattuali di quattro anni. I costi per gli accordi di programma ammontano a 32 milioni di franchi all’anno, ma la CSEC-S conviene che occorre ridurre tale importo dei necessari costi materiali e per il personale. A differenza del

Consiglio nazionale, la CSEC-S non intende distribuire i fondi in modo uniforme tra i tre ambiti di promozione, bensì attribuire 44 milioni di franchi all’ambito di promozione di cui all’articolo 13 capoverso 1 lettera a (istituzione di posti per la custodia complementare alla famiglia), 56 milioni di franchi all’ambito di promozione di cui all’articolo 13 capoverso 1 lettera d (bambini con disabilità) e 28 milioni di franchi all’ambito di promozione di cui all’articolo 13 capoverso 2 (sostegno alla prima infanzia).

I costi di attuazione si compongono come segue: per la sorveglianza e l’emanazione di istruzioni in merito all’attuazione dell’assegno di custodia occorre prevedere un fabbisogno di personale pari a 1,5 posti a tempo pieno; per l’elaborazione, la negoziazione e la stipula degli accordi di programma nonché per la consulenza ai Cantoni e la verifica periodica degli obiettivi da raggiungere è previsto un fabbisogno di personale pari a 9 posti a tempo pieno; per il rilevamento dei valori statistici occorre calcolare un posto a tempo pieno. Complessivamente, l’attuazione dell’assegno di custodia e degli accordi di programma presso la Confederazione comporterà quindi un fabbisogno di personale pari a 11,5 FTE. L’attuazione del progetto genererà inoltre costi materiali associati in particolare alla realizzazione digitale delle misure previste e alla valutazione periodica delle misure adottate. Per l’implementazione dell’assegno di custodia ci si potrà basare sul registro degli assegni familiari (RAFam), sistema già esistente, collaudato ed eventualmente ottimizzabile. I costi materiali e per il personale dovrebbero quindi ammontare a circa 3 milioni di franchi all’anno per i primi quattro anni.

Grazie alla riduzione dei costi materiali e per il personale, si prevede un fabbisogno di risorse inferiore per la Confederazione pari a circa 1 milione di franchi all’anno rispetto a quello proposto dal Consiglio nazionale. Ai costi per la Confederazione si aggiungerebbero i costi di attuazione sostenuti dai Cantoni per l’introduzione del contributo federale previsto dal P-LSCus. In entrambi i casi i costi saranno da elevati a molto elevati, in considerazione della diversa strutturazione delle offerte nell’ambito della custodia istituzionale dei bambini e della ripartizione di competenze tra Cantoni e Comuni. I costi di attuazione sarebbero interamente a carico dei Cantoni o di terzi da essi designati. I costi di attuazione di un assegno di custodia secondo la LAFam, invece, sarebbero a carico delle casse di compensazione per gli assegni familiari e coperti dal sistema attuativo esistente. Secondo le casse di compensazione interpellate in merito alle possibilità di riscossione, tali costi non sono al momento stimabili, ma il versamento dell’assegno di custodia potrebbe essere integrato con relativa facilità nel sistema attuale.

Quest’ultima soluzione eviterebbe inoltre di sovraccaricare il bilancio della Confederazione con una prestazione fortemente vincolata e sulla quale la