Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/17: Iniziativa Parlamentare. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna. Consultazione sul modello della CSEC-S · 37 pagine

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annuo elevato di domande di assegno e cessazioni del diritto, richieste di modifiche ecc., che non sarebbero gestibili con le risorse di personale attualmente disponibili. Si teme inoltre che i fornitori dei servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia debbano aderire al sistema degli assegni familiari, il che comporterebbe ulteriori oneri aggiuntivi.

Partiti politici

Giovani del Centro, UDC e PEV accolgono con favore l’attuazione proposta e la considerano adeguata, in particolare perché può essere basata su un sistema già esistente.

Associazioni dell’economia

Numerose associazioni dell’economia non esprime alcun parere esplicito in merito all’attuazione del progetto. Le associazioni che respingono il progetto non prendono esplicitamente posizione riguardo all’attuazione. Le associazioni USI, EIT.swiss e SIC ritengono che l’attuazione sia ragionevole, dal momento che è possibile riallacciarsi a un sistema già esistente senza aggiungere ingenti oneri burocratici supplementari.

Sono di parere opposto USAM, Swissmem, AGV BS, CP e SOHK. L’USAM lamenta che l’approccio scelto comporterebbe un onere amministrativo notevole e sarebbe molto costoso. Il rifiuto del CP è dovuto al carico di lavoro, considerato inaccettabile e ingestibile per le casse di compensazione per gli assegni familiari, in particolare in relazione al versamento degli assegni familiari e alla verifica dei presupposti: si tratterebbe di esaminare la situazione dei familiari. L’AGV BS fa notare che, da un’indagine condotta presso le casse di compensazione, è emerso che insorgerebbero costi amministrativi elevatissimi, che andrebbero a gravare sempre sui datori di lavoro.

Organi d’esecuzione

La CCCC esprime un parere dettagliato riguardo alla fattibilità e approva il progetto della CSEC-S, sottolineando in particolare il grande vantaggio che presenta il diritto procedurale secondo la Parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), che risulta ben consolidato e adatto a un gran numero di dossier. Oltre a offrire un’elevata certezza del diritto, funziona molto bene e la procedura di ricorso è disciplinata in modo chiaro in tutta la Svizzera. La CCCC fa altresì notare che la messa in pratica sarebbe più semplice se si potesse fare affidamento su una comunicazione completamente digitale. Un altro vantaggio sarebbe costituito dalla semplicità della procedura legislativa cantonale. In effetti, non è necessaria una procedura legislativa cantonale vera e propria se il Cantone non intende estendere il diritto agli assegni di custodia o se non vuole alcun cofinanziamento cantonale da parte dei salariati. La CCCC esamina poi concretamente la possibile procedura. Prevede per esempio una piattaforma digitale che metta in collegamento le casse di compensazione per gli assegni familiari e le istituzioni per la custodia complementare alla famiglia. Queste ultime dovrebbero essere obbligate a segnalare alle CAF l’entità della custodia al fine di consentire la verifica del diritto. La fattura potrebbe servire da possibile prova. Affinché la CAF possa verificare se l’istituzione è riconosciuta, la CCCC chiede che i Cantoni tengano un registro delle istituzioni riconosciute. Aggiunge inoltre che l’associazione eAVS/AI, che già ora provvede al coordinamento tecnico e alla standardizzazione delle interfacce, potrebbe farsi carico della creazione di interfacce tra le istituzioni e le CAF. Le istituzioni sarebbero quindi tenute a inoltrare un rapporto sull’entità