Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/21: Modifica della legge sulla formazione professionale (LFPr) e della relativa ordinanza (OFPr). Pacchetto di misure per rafforzare la formazione professionale superiore · 35 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 28Fedlex · Rapporto sui risultati
4.4 Pareri sul rapporto esplicativo
Articolo 29 capoverso 3bis LFPr
Notfallpflege Schweiz, ASI, SSMI e SIGA-FSIA segnalano le seguenti inesattezze a pagina 28 del rapporto esplicativo: non è corretto che gli SPD SSS AIN si basano su un titolo di livello terziario in cure infermieristiche; questi studi postdiploma possono essere seguiti dopo aver conseguito il diploma di infermiere SSS o SUP.
HotellerieSuisse, H+, Notfallplege Schweiz, OdASanté, ASI, SSMI, SIGA-FSIA, Spitex Svizzera e
FST segnalano e deplorano, a pagina 9 del rapporto esplicativo, il fatto che la proposta di abolire il riconoscimento federale degli SPD SSS, a differenza delle altre tre misure, non sia affatto «il risultato di questi lavori e di questi approfondimenti».
Art. 44a LFPr
H+, Notfallpflege Schweiz, OdASanté, ASI, SSMI e SIGA-FSIA sostengono che l’affermazione riportata nel rapporto esplicativo secondo la quale gli attori della formazione professionale si sarebbero espressi inequivocabilmente a favore dell’introduzione dei titoli complementari è errata e quindi fuorviante. Nella consultazione del 2023, il settore sanitario ha espresso chiaramente le proprie preoccupazioni in merito alla proposta di introduzione dei titoli complementari. OdASanté aggiunge che, a suo tempo, aveva già operato ai fini di una differenziazione del titolo complementare «Professional Bachelor» tra APF e diplomi SSS, così come avevano fatto anche i rappresentanti delle SSS.
Spitex Svizzera concorda con questa affermazione.
4.5 Altri punti
Cantoni
Sia NE che CDPE si rammaricano del fatto che la modifica della legge non sia stata colta come occasione per esaminare ulteriori punti da rivedere. Sia NE che CDPE auspicano in particolare un accesso più ampio alla formazione professionale e la sua flessibilizzazione (p. es. tramite il tirocinio a tempo parziale). Questo aspetto è importante per mantenere l’attrattiva della formazione professionale. CDPE, disponibile con le sue conferenze specializzate a discutere i vari punti da rivedere, osserva inoltre che è necessaria una normativa di livello superiore per lo scambio di dati tra i Cantoni.
Infine, CDPE coglie l’occasione della consultazione per chiedere un adeguamento del finanziamento della formazione professionale. In primo luogo, l’equivalenza fiscale non viene rispettata, dato che la partecipazione ai costi (25 %) e la volontà di gestione della Confederazione non sono proporzionali. In secondo luogo, solo il 73,4 per cento del «quarto federale» andrebbe ai Cantoni, in quanto le spese federali dirette per la formazione professionale sarebbero attribuite a quest’ultimo. Da quando è stato introdotto il finanziamento orientato alla persona per i corsi di preparazione agli esami federali, le spese federali dirette sono notevolmente aumentate. In cifre assolute, l’importo che la Confederazione spende direttamente per la formazione professionale e che addebita al «quarto federale» ammonta a oltre un miliardo di franchi per l’intero periodo ERI. Per questo motivo e per garantire la trasparenza dei costi nella formazione professionale, il valore indicativo per la partecipazione alle spese da parte della Confederazione ai sensi dell’articolo 59 capoverso 2 LFPr dovrebbe essere limitato ai contributi federali versati ai Cantoni. Non sarebbe quindi sufficiente creare un limite di spesa aggiuntivo per i fondi con cui la Confederazione sostiene la FPS. CDPE accoglie con favore la trasparenza che ne deriva. Tuttavia, finché questi fondi (secondo il messaggio ERI 2025–2028 si tratta di 671 milioni di franchi per l’intero periodo ERI) continueranno a essere attribuiti al «quarto federale», la richiesta dei Cantoni rimarrà inascoltata. CDPE aveva presentato la medesima richiesta già nel quadro della procedura di consultazione sul messaggio ERI 2025–2028. Nel messaggio inviato al Parlamento, la questione è stata elencata nella panoramica dei pareri prevenuti, ma per il resto non è stata menzionata affatto. In questo modo la Confederazione si inimica i Cantoni e mette in discussione il valore della procedura di consultazione come strumento di partecipazione al processo decisionale e all’equilibrio politico. CDPE ritiene che ciò confermi la sua posizione secondo cui la prima consultazione sul messaggio ERI non ha apportato alcun valore aggiunto al processo politico.