Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/90: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2027 · 22 pagine

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4.5 Modifica dell’allegato 5 numero 1 lettera c OPSR

Il materiale asportato dallo strato superiore e da quello inferiore del suolo (suoli ricchi di humus in cui sono presenti esseri viventi, orizzonti A e B) deve essere trattato fondamentalmente come il materiale di scavo e di sgombero (sottosuolo minerale, orizzonte C) per quanto riguarda il grado di contaminazione ammesso in discarica. In base alle conoscenze attuali è tuttavia presumibile che tutti i suoli contengano PFAS, la maggior parte dei quali in concentrazioni superiori a 0,5 μg/kg SS (valori limite per il materiale di scavo e di sgombero non inquinato).

Qualora venisse applicato il valore limite di 0,5 μg/kg SS per il deposito di suolo asportato in discariche di tipo A, solo una percentuale molto ridotta potrebbe essere smaltita in tali discariche. I suoli asportati che non possono essere valorizzati né depositati devono essere trattati negli impianti di soil washing. Poiché i suoli sono ricchi di materia organica sotto forma di humus, la maggior parte di essa (di grana molto fine) finisce nei residui di filtrazione contaminati, il che ne aumenta il volume e, di conseguenza, i costi di smaltimento.

Si ipotizza che la mobilità delle PFAS è molto minore in un ambiente organico (suoli) che in un ambiente minerale (materiale di scavo).11 È pertanto giustificato continuare a smaltire i suoli asportati sulla base del loro valore indicativo secondo l’O suolo. Per valutare se effettivamente non si verifica un dilavamento, viene introdotto anche un valore massimo di 50 ng TEQ/l12 per la concentrazione di PFAS nell’eluito. Questo valore serve a comprovare una scarsa mobilità nell’eluito. È paragonabile alla concentrazione attesa nell’eluito del materiale di scavo con un tenore di PFAS di 0,5 μg/kg SS. Per il materiale di scavo e i suoli asportati si continuano dunque a stabilire valori diversi per il deposito in discariche di tipo A, secondo un approccio che consente di trattare il deposito di suoli asportati in discariche di tipo A in modo corretto, coerente e conforme alla regolamentazione del materiale di scavo.

4.6 Introduzione delle PFAS nell’elenco dell’allegato 5 numero 5.1 lettera c OPSR

La frazione fine non combustibile risultante dal trattamento meccanico a secco di rifiuti edili può essere depositata in discariche di tipo E a condizione che non superi i valori limite relativi agli inquinanti organici PCB e PAH. Le PFAS hanno trovato largo impiego nell’edilizia, pertanto si presume che la frazione fine risultante dal trattamento meccanico a secco di rifiuti edili contenga anche PFAS. Il loro conferimento in discariche di tipo E deve essere contenuto con un valore limite.

11 L’UFAM sta conducendo uno studio per comprendere meglio il nesso tra la concentrazione di PFAS nella sostanza secca dei suoli e la loro presenza nell’eluito.

12 Il tenore è calcolato sulla base di fattori di tossicità equivalente (FTE) secondo l’allegato 4 OSiti (posta in consultazione nello stesso pacchetto di revisione).