Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/90: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2027 · 22 pagine
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• acido 1H,1H,2H,2H-perfluoroottansolfonico (6:2 FTS)
L’elenco comprende le singole sostanze rilevanti per la gestione dei siti inquinati e dei rifiuti. Si tratta di quei composti che sono stati o sono effettivamente utilizzati in grandi quantità e che, per esperienza, vengono individuati. Il PFDA e il PFUnDA sono stati inclusi nel totale, poiché queste PFAS a catena lunga vengono spesso rinvenute nei suoli. È stato aggiunto anche il N-EtFOSAA, in quanto è spesso individuato nei rifiuti edili. La quantità minima di 16 PFAS da misurare si applica anche ai valori previsti nell’OSiti.
Il valore di concentrazione totale per le PFAS concerne almeno 16 PFAS. Se per un sito si sospetta che siano impiegate altre PFAS che potrebbero essere finite nell’ambiente, anche queste devono essere analizzate e integrate nella somma. Tale sospetto può derivare, ad esempio, da indagini storiche o dal confronto con l’elenco delle attività per 30 (+36) PFAS riportato nell’allegato 2 del rapporto «Solutions pour la gestion des sites contaminés par des PFAS» (disponibile in francese). L’elenco si basa sulla pubblicazione «An overview of the uses of per- and polyfluoroalkyl substances (PFAS)» di Glüge et al. (2020).
I valori misurati che risultano al di sotto del limite di accertamento vengono considerati nel calcolo cumulativo come valori pari a zero. Si rinuncia a considerare una somma dei parametri mediante il metodo TOP Assay, in quanto non standardizzato.
4.4.2 Calcolo e determinazione dei valori limite
Da un lato i valori limite devono essere stabiliti innanzitutto in base al rischio, dall’altro devono essere applicabili e praticabili. Nel caso delle PFAS, che sono numerose singole sostanze, è difficile conciliare le esigenze poiché sono composti chimici sintetici ormai rilevabili ovunque in tutti i comparti ambientali. Inoltre, le PFAS si annoverano tra le sostanze nocive organiche persistenti, hanno proprietà tossiche, sono difficilmente biodegradabili e presentano caratteristiche di bioaccumulabilità. Di conseguenza, i valori limite per le PFAS secondo il diritto in materia di rifiuti non possono basarsi esclusivamente sulla valutazione del rischio tossicologico.
Generalmente, per i valori limite si ricorre alla valutazione delle singole sostanze. Dal momento che le PFAS comprendono numerose singole sostanze, per molte delle quali i dati di base non sono stati ancora valutati, non è opportuno considerare le sostanze singolarmente, motivo per cui si ricorre ai valori totali.
Per i valori limite dei materiali solidi si rinuncia a una ponderazione in base alla tossicità delle PFAS cumulate, poiché per la valutazione dell’impatto ambientale di un rifiuto in discarica fa stato la sua concentrazione nell’eluito. La quantità di sostanza che viene eluita da un materiale solido dipende tuttavia dalla eluibilità specifica di quella sostanza, che varia da PFAS a PFAS. Nel caso di una miscela di sostanze nocive composta da PFAS, il loro valore totale ponderato in base alla tossicità nell’eluito può quindi discostarsi notevolmente dal valore totale delle PFAS ponderato in base alla tossicità nel materiale solido. Se si volessero considerare i diversi livelli di tossicità delle singole PFAS, oltre ai fattori di tossicità occorrerebbe includere anche la proprietà di adsorbimento di ciascuna sostanza singola e le proprietà della matrice specifiche per il sito. Nella pratica, ciò risulterebbe non attuabile nel settore dei rifiuti. I valori limite dei materiali solidi per una somma di PFAS senza ponderazione in base alla tossicità