Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/126: Modifica della Legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) · 26 pagine

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vendita diretta o del «multi-level marketing». Inoltre la modifica della disposizione sulle CCG concerne tutte le aziende che utilizzano tali condizioni. L’assoggettamento di tutte le prestazioni all’obbligo di indicazione dei prezzi (con riserva di deroga) rafforzerà la trasparenza del mercato e dei prezzi a favore dei consumatori, la quale influisce in modo determinante nella scelta di acquisto di merci e servizi. In base al diritto vigente sono soggette all’obbligo di indicazione dei prezzi solo le prestazioni elencate nell’OIP; ciò significa che alcune professioni liberali, le aziende di trasporto e spedizione, le assicurazioni e le società di risanamento dei debiti, ecc. sono escluse da tale obbligo.

Punto 3. Conseguenze per tutta l’economia: per il buon funzionamento della concorrenza è importante preservare la clientela, a tutti i livelli, da falsi segnali, quali indicazioni fuorvianti o metodi ingannevoli. Tali distorsioni del mercato provocano falsi risultati competitivi e generalmente non determinano un’utilità economica. La lotta contro gli inganni di ogni genere è rafforzata dalle condizioni quadro della concorrenza e dall’impiego efficace delle risorse. È vero che i danni economici prodotti dalle pratiche commerciali sleali sono difficili da quantificare, ma dai casi portati in tribunale emerge che i danni possono raggiungere velocemente le decine di milioni di franchi. Le novità qui proposte contribuiscono alla lealtà del mercato e consentono agli operatori seri di distinguersi ancora meglio dalle cosiddette pecore nere. Con l’ampliamento del diritto d’azione della Confederazione e con la creazione di basi legali per lo scambio di informazioni con le autorità estere preposte alla sorveglianza del mercato si consolida l’istituzione della concorrenza leale e si preannuncia una dura lotta a chi fa uso di pratiche ingannevoli a livello internazionale. Da un lato ciò giova alla piazza economica svizzera, in quanto il nostro Paese non offre punti d’approdo a imbroglioni e truffatori, dall’altro accresce la fiducia nello scambio transfrontaliero di merci e servizi.

Una migliore informazione ai consumatori significa una maggiore trasparenza dei prezzi e del mercato, due parametri fondamentali affinché i consumatori possano assolvere alla funzione di controllo che spetta loro in un’economia di mercato. Il miglioramento dell’informazione aumenta la loro fiducia nel mercato, il che costituisce un importante stimolo per lo sviluppo economico.

Punto 4. Alternative. L’alternativa per combattere le truffe degli annuari sarebbe quella di basarsi sul diritto vigente. Le esperienze maturate dal 1992, anno in cui alla Confederazione è stato conferito il diritto d’azione, dimostrano tuttavia che il diritto vigente non è sufficiente per arginare in modo efficace tali metodi commerciali. L’alternativa all’introduzione dei sistemi piramidali nella LCSl sarebbe di attendere la revisione totale della legge sulle lotterie. Per quanto concerne le condizioni commerciali generali, si potrebbe pensare anche a una normativa nel CO o in leggi settoriali. Il fatto è che le CCG sono già disciplinate nella LCSl, la quale concede la facoltà di proporre azioni anche alle organizzazioni dei consumatori. La modifica della LCSl permette un’ampia compatibilità con l’Unione europea in questo ambito. Per quanto riguarda invece la creazione di basi legali per lo scambio di informazioni con le autorità estere, non vi sono alternative. Le truffe internazionali sono aumentate notevolmente. Se effettivamente hanno origine in Svizzera, o anche semplicemente lo si presume, la reputazione del nostro Paese quale piazza economica seria risulta compromessa. L’alternativa all’ampliamento del diritto d’azione della Confederazione nella LCSl sarebbe il mantenimento dello status quo, ovvero la limitazione di tale diritto alle fattispecie transfrontaliere allo scopo di proteggere la reputazione della Svizzera. A livello nazionale si potrebbero creare, come alternativa, incentivi finanziari grazie ai quali le organizzazioni dei consumatori e le associazioni professionali o economiche si dedicherebbero sempre di più a sorvegliare la lealtà della concorrenza. Ovviamente, per la remunerazione di questa attività, dovrebbero essere messi a disposizione appositi contributi federali. Optare per un cambiamento del sistema che privilegi il diritto penale amministrativo risulterebbe ancora più costoso, poiché le pratiche sleali di una certa rilevanza sarebbero perseguite direttamente dalle autorità federali. Ciò comporterebbe inoltre la creazione di una sovrastruttura amministrativa.

2008-06-09/177 \ COO.2101.104.5.1253063 23/26