Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2010/85: 09.474 Iv. Pa. CAPTE-CS. Flessibilizzazione della politica in materia di superficie boschiva · 28 pagine

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della foresta, ma piuttosto il risultato della rinuncia alla falciatura e al pascolo o dell’estensivazione di tale superficie.

La delimitazione, basata su una pianificazione fissa, tra zona forestale e agricola e quindi la conseguente abrogazione della definizione dinamica di foresta può addirittura ostacolare l’obiettivo di mantenere aperta una superficie, dato che il proprietario non ha più alcuna ragione di combattere l’espansione attuando provvedimenti adeguati di gestione paesaggistica volti a prevenire la formazione di un bosco nel senso giuridico del termine. Laddove il bosco confina con superfici agricole o alpestri utilizzabili sono necessari altri strumenti, volti a prevenire l’espansione delle superfici forestali. Si tratta soprattutto di incentivi finanziari.

Il rapporto fra compiti di gestione ed espansione della superficie forestale è a tratti evidente, ma rimane pur sempre un processo complesso24. È più difficile determinare i mezzi adeguati con cui prevenire la rinuncia alla gestione. Dalla rinuncia alla gestione di un bosco all’accertamento del carattere forestale di una superficie trascorrono dai 10 ai 30 anni. L’espansione di una superficie boschiva osservata oggi rappresenta quindi il risultato di cause che vanno cercate nel passato.

È stato tuttavia possibile constatare che circa due terzi delle superfici estensivate o abbandonate e successivamente invase dai cespugli o dal bosco sono situate in zone d’estivazione. Il resto della superficie rimboscata è ubicato prevalentemente nelle zone di montagna III e IV secondo l’ordinanza del 7 dicembre 1998 sulle zone agricole25. Con la sua politica agricola attuale, che comporta soprattutto la conservazione e la promozione dell’agricoltura di montagna, la Svizzera è riuscita a frenare in modo significativo l’espansione del bosco sulle superfici poco redditizie. La nuova politica agricola ha persino conseguito un aumento degli incentivi diretti, volti a mantenere una gestione minima di terreni a rendimento scarso. Ciò nonostante, l’espansione della superficie boschiva non potrà essere fermata. Una delle cause va cercata nel fatto che, al momento, alle zone d’estivazione è destinato soltanto il 4 per cento circa dei pagamenti diretti. La politica praticata attualmente è quindi poco efficace per preservare in modo mirato il paesaggio rurale (inclusa la zona d’estivazione). L’impatto della ristrutturazione dell’economia alpestre è invece irrilevante rispetto alla percentuale delle aziende scomparse. La conservazione del numero di aziende non costituisce quindi un’adeguata variabile di gestione al fine di prevenire un’ulteriore espansione della superficie boschiva26.

Secondo il rapporto del 6 maggio 2009 del Consiglio federale relativo all’ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti, sulla base di valutazioni del sistema vigente si è giunti alla conclusione che, in linea di massima, tale sistema preserva con molta efficacia l’apertura del paesaggio rurale27. Nell’ambito di un’osservazione

24 Sandra Maag/Josef Nösberger/Andreas Lüscher, Mögliche Folgen einer Bewirtschaftungsaufgabe von Wiesen und Weiden im Berggebiet: Ergebnisse des Komponentenprojektes D, Polyprojekt PRIMALP, Zurigo, 2001.

25 RS 912.1

26 Priska Baur/Peter Bebi/Mario Gellrich/Gillian Rutherford, WaSAlp – Waldausdehnung im Schweizer Alpenraum: Eine quantitative Analyse naturräumlicher und sozio-ökonomischer Ursachen unter besonderer Berücksichtigung des Agrarstrukturwandels (Schlussbericht hrsg. v. der Eidgenössischen Forschungsanstalt für Wald, Schnee und Landschaft), Birmensdorf 2006, pag. 8.

27 Ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti, Rapporto del Consiglio federale in adempimento alla mozione del 10 novembre 2006 della Commisione dell'economia e dei tributi CS (06.3635), pag. 5.