Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2010/85: 09.474 Iv. Pa. CAPTE-CS. Flessibilizzazione della politica in materia di superficie boschiva · 28 pagine
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gestori forestali; adeguamento dell’articolo sulla formazione professionale in vista della soppressione del corso di studi in ingegneria forestale presso il Politecnico federale di Zurigo e introduzione di un corso di studi a livello di scuola universitaria professionale.
Sia il Consiglio nazionale (il 6 dicembre 2007) che il Consiglio degli Stati (il 12 marzo 2008) hanno deciso all’unanimità di non entrare in materia sul progetto. In questo modo hanno dato seguito alle richieste delle rispettive Commissioni incaricate dell’esame preliminare. I diversi interessi di ordine economico ed ecologico, in parte contrapposti, non hanno consentito di giungere a una base comune per la revisione della legge. In particolare sono state accolte negativamente le modifiche proposte nella revisione concernenti l’utilizzazione economica della foresta: se una parte le considerava come un inasprimento delle condizioni per la gestione forestale, la controparte vi vedeva una dissoluzione del principio di protezione. A seguito della decisione delle due Camere di non entrata in materia, l’iniziativa «Salvare la foresta svizzera» lanciata in contrapposizione alla revisione della legge presentata dal Consiglio federale è stata ritirata il 26 marzo 2008 come già prospettato in precedenza dagli iniziatori.
Nonostante il chiaro rifiuto della revisione della legge forestale espresso da parte del Parlamento, si concordava comunque in merito alla necessità di intervento. Le Commissioni incaricate dell’esame preliminare come pure il plenum hanno individuato la necessità di trovare soluzioni pragmatiche soprattutto nell’ambito della flessibilizzazione della politica in materia di superficie boschiva. Le disposizioni proposte in merito avevano ottenuto un ampio consenso anche nella procedura di consultazione relativa alla revisione respinta della legge federale. Il divieto di dissodamento introdotto con la legge sulla polizia delle foreste del 1876 fu una risposta al massiccio disboscamento praticato nel XIX secolo per fornire legname all’industria in espansione. Da allora, la superficie boschiva si è nuovamente estesa e nelle regioni alpine da qualche tempo si registra perfino una espansione spontanea consistente dell’area forestale. Data questa estensione, in queste aree l’obbligo di compenso in natura è spesso difficile da realizzare e, in definitiva, risulta obsoleto. Anche i Cantoni interessati hanno chiesto di dare un peso maggiore ai provvedimenti di compensazione alternativi sotto forma di valorizzazioni a favore di valori naturali e paesaggistici, le quali potrebbero contribuire a risolvere eventuali conflitti con le superfici rurali.
Dato il contesto, la Commissione ha deciso di prendere in mano i lavori sulla legge e di elaborare un’iniziativa.
1.4 Indagine conoscitiva presso la Conferenza dei direttori dei dipartimenti forestali cantonali e delle cerchie interessate
Per determinare le linee direttrici relative ai punti centrali per i quali nell’ambito della consultazione concernente la revisione respinta della legge forestale è stata rilevata una necessità di intervento, il 25 giugno 2009 la Commissione ha svolto alcune indagini conoscitive presso la Conferenza dei direttori dei dipartimenti forestali cantonali, Pro Natura, l’Associazione svizzera per la pianificazione nazionale VLP-ASPAN e il comitato dell’iniziativa «Salvare la foresta svizzera».