Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2010/85: 09.474 Iv. Pa. CAPTE-CS. Flessibilizzazione della politica in materia di superficie boschiva · 28 pagine

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nelle Prealpi, nel versante Sud delle Alpi e nelle Alpi). Ai Cantoni deve pertanto essere concessa l’opportunità di delimitare nei piani direttori cantonali i territori in cui l’espansione della superficie boschiva è indesiderata. Spetta poi all’autorità cantonale competente accertare il carattere forestale di tale espansione e iscrivere i margini della foresta nei piani d’utilizzazione.

A tale scopo sono ipotizzabili due varianti: ai Comuni viene data la competenza di delimitare direttamente i territori nell’ambito della pianificazione direttrice, in cui l’accertamento del carattere forestale può essere attuato anche lungo il confine con aree non edificabili, oppure si stabiliscono nella pianificazione direttrice i criteri con cui si determina quando ordinare l’accertamento del carattere forestale di aree non edificabili a livello di piano d’utilizzazione.

La designazione nel piano direttore cantonale dei territori interessati da un’espansione indesiderata della superficie boschiva è già stata discussa nel progetto relativo a una nuova legge sullo sviluppo territoriale22. Nell’ambito dell’indagine conoscitiva, numerosi interpellati hanno inoltre chiesto che il piano direttore cantonale contenesse anche prescrizioni che riguardassero il bosco23.

Per migliorare come previsto il coordinamento fra politica forestale e pianificazione del territorio in funzione di un utilizzo ottimale delle risorse devono essere messi a disposizione gli strumenti necessari. Nell’interesse pubblico, per lo scambio di piccole aree boschive si vuole ad esempio introdurre, dal punto di vista sia della pianificazione del territorio che del diritto, l’opportunità di garantire in un secondo tempo un compenso in natura. Nella misura in cui è interessata la pianificazione del territorio, le modifiche giuridiche eventualmente ritenute necessarie saranno attuate nell’ambito dell’ormai imminente seconda fase di revisione della legge sulla pianificazione del territorio.

Per contenere in generale la pressione degli insediamenti sulle aree non edificate si dovrebbe proteggere meglio le superfici per l'avvicendamento delle colture. Inoltre, dovrebbero essere esaminate le prescrizioni relative sia alla compensazione del valore aggiunto secondo la LPT sia all’attività edile all’esterno delle zone edificabili nelle zone agricole (inclusi i cambiamenti d’uso e ad esclusione delle seconde case), dato che l’esecuzione è molto eterogenea e non si ottengono i risultati auspicati.

2.7.3 Agricoltura

Nemmeno l’utilizzo combinato di strumenti giuridici di pianificazione forestale e territoriale è sufficiente per prevenire l’espansione indesiderata del bosco. Se in un territorio interessato dall’espansione indesiderata della superficie boschiva la definizione dinamica di foresta viene abrogata assegnando al bosco dei confini fissi, gli alberi potranno essere rimossi più facilmente più avanti nel tempo, ma non si riuscirà tuttavia a mantenere di fatto aperta la superficie. L’aumento della superficie boschiva non costituisce dunque la conseguenza di una politica di conservazione

22 Proposta dell’8 ottobre 2008 inoltrata dall’UFAM all’ARE nel quadro della consultazione degli uffici.

23 Indagine conoscitiva sulla revisione della legge sulla pianificazione del territorio (progetto relativo alla nuova legge sullo sviluppo territoriale): Rapporto sui risultati, edito dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), Berna, 2009, pag. 23.