Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/97: Revisione parziale della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) · 30 pagine

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cora meglio garantita se il suo rispetto fosse controllato da un'organizzazione professionale indipendente.

ARBUS, invece, non vede perché ciò debba essere disciplinato nella LRTV, dato che il principio figura già nella Costituzione e si tratterebbe pertanto di una semplice ripetizione.

2.4 Art. 7 cpv. 4 e Art. 68a cpv. 1 lett. e - Adattamento dei programmi alle esigenze dei disabili

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Le emi ttenti televisive regionali titolari di una concessione procedono al sottotitolaggio delle principali trasmissioni informative. Le spese per l’adattamento delle trasmissioni per le persone audiolese sono interamente finanziate mediante il canone radiotelevisivo (art. 68a). Il Consiglio federale disciplina i costi computabili.

1Il Consiglio federale stabilisce l’importo del canone per le economie domestiche e le imprese. Tiene conto del fabbisogno per:

e. finanziare l’ adattamento delle trasmissioni dei programmi televisivi regionali titolari di una

concessione alle esigenze delle persone audiolese (art. 7 cpv. 4);

L’obbligo delle emittenti televisive regionali titolari di una concessione di procedere all'adattamento delle principali trasmissioni informative alle esigenze dei disabili trova ampio consenso. I Cantoni GE, GL, GR, NE, SO e TI, il PSS nonché pro audito, ARBUS, kf e SSCM vi aderiscono senza riserva.

I Cantoni JU e NW nonché Canal alpha, Kabelnetz Basel, Léman Bleu e AZ Medien sostengono l’obbligo a condizione che, oltre alla quota del canone che già spetta loro, le emittenti in questione ricevano un indennizzo per le spese supplementari, finanziato tramite la quota del canone. Ritengono che il rapporto esplicativo non sia abbastanza chiaro su questo punto.

Anche le associazioni di disabili sono fondamentalmente favorevoli all’obbligo, chiedono tuttavia ulteriori prestazioni da parte delle emittenti televisive a favore delle persone ipovedenti e audiolese: Sonos chiede che, in virtù del suo mandato di formazione, la SSR sottotitoli e traduca in lingua dei segni una determinata percentuale delle sue trasmissioni per bambini e giovani. Égalité Handicap, SBb,

Agile e FSA rilevano che la regolamentazione proposta non rappresenta alcun miglioramento per le persone ipovedenti. Chiedono pertanto che le emittenti televisive concessionarie rendano accessibili agli ipovedenti quelle notizie che nelle loro trasmissioni informative sono diffuse tramite testi o imma- gini (Audio-Description). FFS e Gruppe Initiantinnen der Unterschriften-Aktion für Fernsehuntertitelung im Schweizer Privatfernsehen chiedono di estendere l’obbligo di sottotitolaggio alle repliche e alle trasmissioni informative proposte in Internet.

upc ritiene sensato l’obbligo di considerare le necessità delle persone disabili solo se i servizi aggiuntivi forniti dalle emittenti vengono anche diffusi dai fornitori di servizi di telecomunicazione. Allo scopo di assicurare la neutralità concorrenziale tra i fornitori che offrono varie modalità di trasmissione,

l’obbligo di diffusione deve applicarsi anche ai servizi abbinati. La SSR solleva una problematica analoga: (infatti) oggigiorno, la maggior parte dei fornitori di IPTV e webTV non diffondono i servizi abbinati per le persone affette da deficienze sensorie offerti dalle emittenti che soggiacciono all’obbligo di diffusione (servizi abbinati). I servizi abbinati devono quindi sottostare a un obbligo di diffusione sancito dalla legge (art. 55, 59, 60 e 61 LRTV). Senza un obbligo legale esplicito, la prestazione delle emittenti di programmi rivolta a un pubblico affetto da deficienze sensorie è de facto vana.

Le unioni delle arti e mestieri (USEI, USAM, SDV, UPSA) sono scettiche nei confronti della proposta di regolamentazione. L’obbligo imposto alle emittenti televisive regionali titolari di una concessione è comprensibile, ma rappresenta un rafforzamento del ruolo dello Stato.