Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/129: Codice penale e Codice penale militare (attuazione dell'art. 123<i>c</i> Cost.) · 27 pagine

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extraprofessionali a scopo puramente privato, per esempio se sono affidati fanciulli a un amico che è membro di un’associazione.

CDDGP approva che l’interdizione non sia fatta dipendere dal fatto che l’attività da interdire sia soggetta ad autorizzazione.

AG ritiene ambigua la formulazione usata nel rapporto esplicativo, secondo cui la proposta interdizione non si applica se gli abusi sono stati commessi nel quadro familiare e tra parenti stretti.

3.1. Capoverso 5 (definizione delle attività)

Una minoranza dei partecipanti che si sono pronunciati riguardo alla presente definizione la giudicano controversa.

CURAVIVA approva la proposta del Consiglio federale di una nozione ampia delle attività che non possono più essere eseguite in seguito a un’interdizione. UNIGE e SSDP ritengono appropriato introdurre un elenco esemplificativo delle attività per cui va obbligatoriamente pronunciata l’interdizione a vita; anche se UNIGE ritiene che, per quanto concerne le imprese, non possano essere eliminati tutti i punti poco chiari. SO, in considerazione dell’importanza della norma, approva il fatto che dal livello dell’ordinanza sia trasposta a livello di legge. La definizione non stabilisce soltanto per quali attività possa essere chiesto un

estratto specifico per privati ma descrive in generale la portata dell’interdizione e deve pertanto essere prevista già per sole ragioni sistematiche nella legge.

BS fa riferimento alla certezza del diritto e propone di sopprimere il termine «segnatamente», rendendo così esaustivo l’elenco nella lettera a. ZH propone invece di rinunciare completamente all’enumerazione esemplificativa della lettera a numeri 1–9; l’elenco è considerato impreciso, ambiguo e certamente non esaustivo. Anche UNILS ritiene in parte imprecise le definizioni (in particolare cpv. 5 lett. a n. 9 e cpv. 5 lett. b), poiché è difficile immaginare quali attività designano.

Sono proposte diverse modifiche delle attività elencate.

La formulazione nella lettera a numero 9 deve essere adeguata in modo tale da non fare riferimento alla vendita di determinate merci ma all’intero inventario di un emporio. Altrimenti sussiste il rischio che l’interdizione di un’attività in cui vi è un regolare contatto con minorenni perda di senso, poiché ogni supermercato vende determinati oggetti specificatamente destinati alle necessità dei minorenni121.

La nozione di «ristorazione» impiegata nel numero 7 va sostituita con un’altra formulazione come per esempio «mescita di cibo e bevande». Ciò permetterebbe di meglio esprimere il fatto che sono comprese soltanto le attività a diretto contatto con minorenni o altre persone particolarmente vulnerabili, ma non per esempio le attività nella cucina di un ospedale o di un istituto per pazienti o pensionanti122.

L’esplicita menzione dell’intero settore dell’assistenza sociale aumenta il grado di precisione della disposizione. L’elenco è formulato in modo molto generale e non copre attualmente l’intero settore dell’assistenza sociale, anche se i contatti con fanciulli e altre persone particolarmente vulnerabili vi sono frequenti123.

GDS propone in generale di limitare l’interdizione obbligatoria a vita alle professioni in cui si svolge un lavoro con fanciulli o persone dipendenti e non soltanto in cui si hanno contatti con essi. Non è necessario considerare determinante il testo francese. Inoltre, dal testo francese

121 BS approva invece che, secondo il rapporto, la presente disposizione non si applichi all’attività nei negozi di alimentari, spesso frequentati al termine delle lezioni dai fanciulli in età scolastica.

122 SG, SH.

123 AS (parere ad art. 50a cpv. 5 AP-CPM).