Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/89: Servizi di mobilità multimodale · 26 pagine

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 integrazione della Svizzera nel mercato internazionale della mobilità: la mobilità multimodale permette di comporre più facil-

mente specifiche catene transfrontaliere e di proporle sotto forma di pacchetti di credito. Attraverso queste proposte le offerte svizzere di trasporto sono meglio integrate a livello internazionale, la mobilità internazionale è agevolata grazie a percorsi senza soluzione di continuità e si acquisiscono nuovi mercati;

 realizzazione di un contesto adatto a nuovi attori e start up: nell’ambito di un nuovo ecosistema d’affari per i servizi di mobilità,

imprese svizzere innovative elaborano soluzioni con potenzialità non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Grazie alla buona qualità delle infrastrutture di trasporto e IT della Svizzera viene generato un valore aggiunto sostenibile.

L’UE e diversi Paesi europei stanno modificando le condizioni generali

Sul piano internazionale lo sfruttamento del potenziale offerto dalle soluzioni di mobilità multimodale viene considerato prioritario. L’UE persegue l’obiettivo di una mobilità multimodale, porta a porta e senza soluzione di continuità. A questo scopo, sarà realizzato un sistema di trasporto intelligente con informazioni multimodali e possibilità di prenotazione con pagamento online1. La base legale è costituita da una direttiva del 2010 per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto2. Questo testo definisce come misure prioritarie, tra l’altro, la predisposizione in tutto il territorio dell’Unione europea di servizi di informazione sulla mobilità multimodale e di servizi di informazione sul traffico in tempo reale. Nel 2017 la direttiva è stata integrata nel regolamento delegato sui servizi di informazione sulla mobilità multimodale3 che prevede la realizzazione graduale dell’accesso alle informazioni sulla mobilità per i TP, il TMP e tutti gli altri fornitori di mobilità. Con un approccio graduale e in forma standardizzata i dati statici e dinamici saranno resi accessibili in punti di accesso nazionali (National Access Points, NAP). Gli Stati non sono obbligati dalla direttiva a introdurre tali sistemi informativi, ma se lo fanno devono rispettare gli standard prestabiliti. A questo scopo hanno a disposizione un’apposita guida per l’attuazione, elaborata dall’UE. A partire dal 2023 ogni Paese sarà tenuto a istituire un NAP, segnatamente per le informazioni concernenti il traffico stradale e i TP. Tra l’altro, la Commissione europea ha stabilito prescrizioni minime e un calendario per le imprese ferroviarie. Se entro il 2022 queste imprese non avranno compiuto alcun progresso sostanziale, allora la materia andrà regolamentata.

Con le sue iniziative riguardanti la MaaS la Finlandia persegue un approccio di tipo liberale. Nel luglio 2018 è entrata in vigore un’apposita revisione della legislazione sui trasporti4. Il suo obiettivo è di mettere a disposizione i dati sulla mobilità e di ottenere un’apertura dei sistemi di distribuzione per creare condizioni generali favorevoli all’istituzione di nuovi servizi per la mobilità. Al contempo è stato liberalizzato il trasporto di viaggiatori, compresi i servizi dei TP e di taxi.

Nel giugno 2018 il governo francese ha avviato il progetto «libérer l’innovation au service des mobilités»5 che prevede anche modifiche delle basi legali. Il suo scopo è di realizzare le condizioni generali indispensabili per rendere accessibili i dati di tutti i fornitori di mobilità e per aprire i sistemi di distribuzione dei fornitori che ricevono fondi pubblici.

Altri Paesi come, ad esempio, l’Austria promuovono la mobilità multimodale principalmente attraverso misure di sensibilizzazione, coordinamento e sostegno attivo allo sviluppo di applicazioni. Il Ministero federale dei trasporti, dell’innovazione e della tecnologia (BVIT) finanzia, tra l’altro, Austria Tech, un’impresa di proprietà statale con finalità d’interesse generale, che da anni sostiene sotto il profilo contenutistico, tecnico e organizzativo gruppi d’interesse pubblici e privati nei processi di trasformazione.

In Germania vengono prese misure per la digitalizzazione dei sistemi di trasporto a livello comunale: il Ministero federale dei trasporti e dell’infrastruttura digitale (BMVI) sta incentivando con 500 milioni di euro l’interconnessione digitale dei modi di trasporto. Ciò allo scopo di consentire alle città, ai comuni e alle istituzioni di organizzare i loro sistemi di trasporto in modo più efficiente e sostenibile. Questa incentivazione rientra nel «Sofortprogramm Saubere Luft 2017–20»6 (Programma d’emergenza per un’aria pulita 2017–20).

I suddetti esempi si riferiscono alla situazione esistente nel 2018. Tenuto conto dei rapidi progressi in corso, si deve ritenere che nei prossimi anni in questo settore ci saranno ulteriori sviluppi.

Tutti i Paesi devono trovare risposte ad analoghe domande di fondo, come ad esempio la definizione del ruolo dello Stato nell’accompagnamento dell’evoluzione di questa tematica. Le risposte che stanno arrivando sono però molto differenziate. Anche la Svizzera è chiamata a trovare soluzioni conformi alle proprie specifiche esigenze. Una semplice trasposizione di soluzioni già adottate in altri Paesi sarebbe sicuramente inadeguata. Tuttavia è importante seguire attivamente l’evoluzione in atto a livello internazionale per trarne insegnamenti utili per la Svizzera.

Lunga tradizione svizzera di collaborazione trasversale ai diversi mezzi di trasporto

In Svizzera esiste una collaborazione che si estende ai mezzi di trasporto per quanto riguarda la messa a disposizione di informazioni aggiornate sulla situazione del traffico. Come centro di competenza qualificato per le informazioni sul traffico, Viasuisse – con la partecipazione di SSR, FFS e TCS – si basa soprattutto su dati dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) e dei Cantoni.

Nei TP l’utenza beneficia del trasporto diretto, ottenuto grazie all’unione di circa 250 imprese dei TP. Treni, autobus, impianti a fune, tram e battelli formano un sistema integrato e senza soluzione di continuità. Non importa il numero di imprese dei TP che trasportano i viaggiatori: il biglietto occorrente è uno solo. Anche gli abbonamenti come quello generale o a metà prezzo coprono, ad eccezione di poche linee turistiche, praticamente l’intera rete svizzera dei TP. Ciò va a vantaggio non solo degli utenti ma anche delle imprese dei TP in quanto componenti di un sistema nazionale di distribuzione. Grazie a questa collaborazione delle imprese dei TP, prescritta per legge, la Svizzera dispone di una base senza pari e importante per l’attuazione della mobilità multimodale. Anche nel reciproco scambio di informazioni sulla mobilità il settore dei TP dispone di un’esperienza pluriennale, ad esempio nei sistemi di informazione degli utenti. Inoltre già adesso con i parcheggi di interscambio (park&ride) o i posteggi per taxi e veicoli Mobility nelle stazioni esistono diversi elementi dell’offerta multimodale.

1 Risoluzione del Parlamento europeo del 7 luglio 2015 sull’emissione di biglietti multimodali integrati in Europa (2014/2244(INI))

2 Direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2010, sul quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto, GU L 207 del 6.8.2010, pag. 1

3 Regolamento delegato (UE) 2017/1926 della Commissione, del 31 maggio 2017, che integra la direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la predisposizione in tutto il territorio dell’Unione europea di servizi di informazione sulla mobilità multimodale, GU L 272 del 21.10.2017. pag. 1

4 www.lvm.fi /act-on-transport-services

5 www.ecologique-solidaire.gouv.fr/french-mobility

6 www.bmvi.de/ > Themen > Digitales > Sofortprogramm Saubere Luft