Rapporto ORRPChim
Consultazione 2021/12: Pachetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2022 · 28 pagine
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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2019 Rapporto esplicativo Consultazione ORRPChim
rispetto del divieto è molto difficile da controllare o da imporre nei giardini privati. Questo problema viene risolto non omologando gli erbicidi per gli utilizzatori non professionali.
Lett. b
I principi attivi con determinate proprietà indesiderate sono identificati come candidati alla sostituzione. I prodotti fitosanitari contenenti uno o più principi attivi candidati alla sostituzione sono sottoposti a valutazione comparativa e, se possibile, sostituiti con altri prodotti non contenenti candidati alla sostituzione. In questo modo si riducono al minimo i rischi legati ai prodotti fitosanitari e, di conseguenza, si migliora la protezione delle persone e dell’ambiente. Per proteggere la salute degli utilizzatori, nei prodotti fitosanitari per l’impiego non professionale non saranno addirittura più consentiti candidati alla sostituzione. Pertanto, gli utilizzatori non professionali avranno a disposizione unicamente prodotti con profili di rischio fondamentalmente più favorevoli. Ciò tiene conto dal fatto che, a differenza degli utilizzatori professionali, quelli non professionali non dispongono di una formazione specifica e, quindi, sono tendenzialmente meno consapevoli dei rischi. Di conseguenza, non si può pretendere da loro una gestione dei prodotti molto rischiosi per la salute delle persone e dell’ambiente analoga a quella degli utilizzatori professionali.
Lett. c e d
Vietando l’impiego non professionale di additivi con determinate caratteristiche di rischio è possibile escludere i relativi rischi per la salute. Pertanto, nei prodotti fitosanitari per l’impiego non professionale non saranno più autorizzati principi attivi nocivi per il sistema endocrino, neurotossici e immunotossici.
La fornitura di prodotti agli utilizzatori non professionali è limitata già oggi mediante l’esclusione di prodotti fitosanitari con determinate classificazioni di pericolo. Per migliorare ulteriormente la tutela della salute, i criteri di esclusione basati sulla classificazione per i prodotti fitosanitari destinati all’impiego non professionale vengono integrati con classi e categorie di pericolo supplementari. Si tratta delle categorie 2 delle classi «Cancerogenicità», «Mutagenicità sulle cellule germinali», «Tossicità per la riproduzione» e «Tossicità specifica per organi bersaglio dopo un’esposizione singola o ripetuta» nonché delle classi «Sensibilizzazione delle vie respiratorie e della pelle», «Rischio di aspirazione» e «Gravi lesioni oculari». Infine, non sono più omologati per l’impiego non professionale i prodotti fitosanitari tossici per contatto oculare. Anche queste misure tengono conto delle differenze in fatto di conoscenze tecniche, esperienza e formazione tra utilizzatori professionali e non professionali e della conseguente consapevolezza dei rischi. Se nell’ambito non professionale viene escluso l’impiego di prodotti fitosanitari particolarmente critici per la salute, si può prevenire una pericolosa manipolazione di questi prodotti con gravi conseguenze per la salute.
I prodotti tossici e molto tossici per gli organismi acquatici con un effetto acuto o cronico devono essere esclusi dall’impiego non professionale. Poiché i giardini sono strutturati in modo molto diverso e non esistono modelli di emissione per l’applicazione di prodotti fitosanitari nei giardini domestici, una vera e propria valutazione dei rischi ambientali non è possibile. Per ridurre il rischio ambientale si sceglie quindi questo criterio basato sui pericoli.
Lett. e e f
Occorre mettere a disposizione della collettività prodotti pronti per l’uso in confezioni di dimensioni adeguate. In questo modo si evita la diluizione di prodotti concentrati, che per essere eseguita correttamente e ottenere il volume necessario per il trattamento di una determinata superficie richiede buone conoscenze tecniche e un’attrezzatura adatta. Errori nella diluizione possono portare a un’efficacia troppo bassa o troppo elevata e causare effetti collaterali indesiderati. Questi errori fanno aumentare il rischio di inquinamento dell’ambiente, poiché con la diluizione occorre una fase di manipolazione supplementare e sono già sufficienti piccole perdite di prodotto concentrato per causare effetti importanti. Inoltre, dopo il trattamento rimangono sovente resti di prodotto che devono essere smaltiti. I fabbricanti possono adeguare a questi requisiti le dimensioni delle confezioni e in determinati casi anche
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