Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/25: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2025 · 28 pagine

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Pacchetto di ordinanze in materie ambientale, primavera 2025 Rapporto esplicativo

OSCA

che riceveranno i relativi sussidi. Sono tuttavia ammesse anche soluzioni alternative, purché siano conformi al diritto vigente.

I Cantoni mettono gratuitamente a disposizione di tutti gli interessati le basi elaborate (cpv. 4). Già oggi la gran parte dei Cantoni rende accessibili al pubblico le proprie basi, in particolare i geodati, a titolo gratuito, in linea con la strategia «Open Government Data»11, secondo la quale i dati aperti e liberamente accessibili dell’Amministrazione promuovono la trasparenza e la partecipazione. Un accesso illimitato alle informazioni è particolarmente importante nella gestione integrale dei rischi, poiché consente anche ad altri attori responsabili, ad esempio il committente di un’opera, di realizzare costruzioni che tengano conto dei pericoli naturali per evitare nuovi rischi.

I successivi articoli 5-8 fanno riferimento all’articolo 3 LSCA, descrivendo e precisando i diversi tipi di misure volte a ridurre e limitare i rischi. La loro efficacia è molteplice: mentre le opere di protezione riducono i pericoli, le misure di pianificazione del territorio e la manutenzione delle acque limitano il potenziale di danno e le misure organizzative adottate prima e durante un evento ne riducono l’entità. È importante esaminare le misure allo stesso modo e combinarle in maniera ottimale.

4.2.2 Art. 5 Misure di pianificazione del territorio

Oltre ai cambiamenti climatici, anche lo sviluppo degli insediamenti e delle infrastrutture rappresenta un ulteriore, importante fattore di rischio, che deriva dal fatto di costruire in zone di pericolo. Le misure di pianificazione del territorio mirano a evitare, limitare o ridurre l’aumento di tale rischio. L’obiettivo è costruire considerando in debita misura i pericoli naturali.

Una pianificazione del territorio che tenga conto dei rischi legati ai pericoli naturali si ottiene essenzialmente attraverso i principi di seguito riportati.

- Evitare le utilizzazioni intensive nelle zone di pericolo. Qualora ciò non fosse possibile per la ponderazione degli interessi, le aree edificabili devono essere delimitate nelle zone di pericolo basso.

- Nel caso di aree edificabili situate in zone di pericolo, la costruzione, la sostituzione e la trasformazione di edifici devono essere realizzate considerando in debita misura i pericoli naturali per evitare danni. Un’edilizia compatibile con i pericoli naturali presuppone di norma l’ideazione di progetti di costruzione che non comportano quasi nessun costo aggiuntivo, soprattutto per i nuovi edifici. Anche gli edifici esistenti possono essere ammodernati perlopiù a basso costo.

- Se invece da una combinazione ottimale delle misure emerge che il trasferimento è la migliore soluzione, allora edifici e impianti devono essere spostati.

- Poiché non è possibile impedire le inondazioni, soprattutto in caso di eventi straordinari, è opportuno evitare utilizzazioni intensive in corrispondenza di corridoi di deflusso e zone di ritenzione, opere necessarie in un’ottica di lungo periodo. Questi spazi liberi devono essere protetti, ad esempio per evitare che le piene defluiscano nei comprensori insediativi limitrofi.

La disposizione sulle misure di pianificazione del territorio è ripresa dall’articolo 21 capoverso 3 della precedente OSCA, il cui titolo recita «Regioni pericolose e spazio riservato alle acque». In termini di contenuto sono stati aggiunti solo i «rischi nelle zone di pericolo» e si è rinunciato allo «spazio riservato alle acque», in quanto quest’ultimo rientra nella sfera di competenza della legislazione sulla protezione delle acque. I singoli aspetti sono descritti in modo più dettagliato rispetto al passato.

Il capoverso 1 descrive le singole misure di pianificazione del territorio che contribuiscono a tenere conto della valutazione dei pericoli e ad allineare l’utilizzazione con la situazione di pericolo. L’obiettivo è evitare nuovi rischi inaccettabili (lett. a) e ridurre quelli esistenti (lett. b). La formulazione della frase introduttiva del capoverso 1 si fonda sull’articolo 21 capoverso 3 della precedente OSCA, integrandola con i rischi esistenti e futuri nelle zone di pericolo. Per il coordinamento delle attività d’incidenza territoriale

11 Consultabile all’indirizzo: www.bfs.admin.ch432 > Servizi > Open Government Data (OGD) > Strategia OGD 2019-2023