Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/40: Modifica della legge sul trasferimento del traffico merci e decreto federale concernente il limite di spesa per il promovimento del trasporto di merci per ferrovia attraverso le Alpi · 23 pagine
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Fig. 2 - Invii trasportati nel TCNA 2010–2025
A cinque anni dall’entrata in servizio dell’intera infrastruttura Alptransit e del corridoio di 4 metri, il loro potenziale in termini di produttività e trasferimento non può ancora essere sfruttato appieno a favore del trasferimento del traffico merci alla ferrovia. Sulle tratte di accesso ad Alptransit, in particolare all’estero, l’ammodernamento e l’ampliamento dell’infrastruttura procedono molto a rilento. Importanti tratte di accesso presentano tuttora parametri infrastrutturali inadeguati ai fini di una produzione efficiente (p. es. profilo di spazio libero, lunghezze dei convogli).
A questo si aggiungono, da un lato, i numerosi cantieri che generano chiusure totali o parziali di intere sezioni di tratta degli assi ferroviari nord-sud, a loro volta causa di deviazioni o soppressioni di treni e, dall’altro lato, l’infrastruttura in parte datata, quindi vulnerabile, con guasti che possono ostacolare il normale svolgimento dell’esercizio e con problemi operativi aggiuntivi che compromettono l’efficienza del trasporto internazionale di merci per ferrovia.
Il peggioramento delle condizioni di produzione degli ultimi anni sul corridoio ferroviario nord-sud contribuisce pertanto in larga parte all’evoluzione sfavorevole osservata dall’inizio del decennio.
Cessazione della strada viaggiante a fine 2025: conseguenza delle cattive condi-
zioni di produzione
A fine 2025 la strada viaggiante (Rola) ha interrotto la propria offerta a causa delle suddette cattive condizioni di produzione. La causa principale sono stati i numerosi cantieri sulla rete ferroviaria, previsti e non, che dal 2024 hanno portato alla soppressione di molti treni. Nonostante le indennità finanziarie della Confederazione e una domanda stabile quasi fino alla fine, non era più possibile gestire la Rola in modo redditizio. La sua cessazione anticipata rende evidente la gravità della situazione: essa comporta anche perdite notevoli per le imprese di trasporto ferroviario (ITF) attive nel trasporto attraverso le Alpi.