Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/105: Revisione parziale della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) · 30 pagine
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del principio "Cassis de Dijon". fial, pur valutando positivamente il principio "Cassis de Dijon" come strumento ausiliario per l'eliminazione degli ostacoli non tariffari al commercio, è tuttavia dell'opinione che nella forma proposta, che prevede in particolare un'applicazione unilaterale di detto principio – comprendente inoltre numerose riserve e deroghe – esso crei più problemi di quanti ne risolva; fial non respinge il progetto di revisione parziale a condizione di considerarlo un primo passo intrapreso nelle direzione auspicata e di risolvere le lacune rilevate.
In merito alle argomentazioni formulate da Gallosuisse, si rimanda alle considerazioni dell'USC. St. gallische Gewerbeverband teme una discriminazione a danno delle PMI; le grandi imprese potrebbero ricorrere ad un trasferimento della loro produzione nell'UE, ciò che per la maggior parte delle PMI sarebbe impossibile.
VKCS ritiene che la LOTC modificata secondo il progetto non sarebbe applicabile nel settore della protezione dei consumatori; le procedure previste comporterebbero una crescita eccessiva dell'apparato amministrativo; il progetto dovrebbe essere corretto in modo da poterne garantire l'attuazione ordinaria senza dover provvedere ad un massiccio rafforzamento degli organi esecutivi cantonali; inoltre, si teme che le prescrizioni svizzere possano essere adeguate al livello più basso di protezione vigente in Europa.
Secondo vmi l'introduzione unilaterale del principio "Cassis de Dijon" equivarrebbe, sotto un certo profilo, ad un assoggettamento al sistema CE; sarebbe pertanto fondamentale che essa non pregiudichi in alcun caso l'adeguamento unilaterale in altri settori.
2.2. Rifiuto
Il progetto viene rifiutato da VD, DCPA, UDC, NEBS, SAB, USC (all'USC si associano diverse associazioni del settore agricolo: AgorA, Agri Genève, Agriss, Associations nationales des coopératives viti-vinicoles suisses, Associations suisse du commerce des vins, Association suisse des vignerons-encaveurs, BZS, cnav, chambre jurasienne d'agriculture, FSS, FSV, Prométerre, SBLV, SMP, Société des encaveurs de vins suisses, Solothurner Bauernverband, SVIL, Uniterre, VSF, Zentralschweizer Bauernverband, Zürcher Bauernverband), le associazioni di imprese artigianali chambre vaudoise des arts et métiers, Gewerbeverband des Kantons GL, Schweizerischer Detaillistenverband, come pure Ascopa, Centre patronal, FER, Promarca, SKW, VKF, VZLS.
Le ragioni indicate da VD sono la mancanza di reciprocità e il danno arrecato alle PMI; l'introduzione del principio "Cassis de Dijon" dovrebbe avvenire con cautela e prudenza, a livello settoriale e concernere singoli casi, ponderandone l'impatto e consultando gli ambienti interessati. La DCPA afferma di essere favorevole ad un approccio bilaterale basato sulla reciprocità; sarebbe più opportuno eliminare singolarmente gli ostacoli al commercio invece di stabilire il principio "Cassis de Dijon" prevedendo al contempo numerose deroghe ad esso. L'UDC ritiene che la reciprocità sia un presupposto indispensabile e chiede che, se del caso, vengano avviati negoziati al riguardo; inoltre, il progetto danneggerebbe i produttori nazionali. SAB reputa che l'armonizzazione della legislazione svizzera con quella comunitaria dovrebbe rivestire carattere prioritario, affinché si possano migliorare le reciproche attività commerciali e l'accesso dei prodotti svizzeri al mercato comunitario.
Secondo l'USC, sotto il profilo dei costi l'agricoltura non verrebbe avvantaggiata, poiché nel caso dei mezzi di produzione agricola gli ostacoli tecnici al commercio determinerebbero soprattutto il prezzo più elevato dei prodotti fitosanitari, dei medicamenti per uso veterinario e dei fertilizzanti, che non verrebbero interessati dall'introduzione del principio "Cassis de Dijon"; ciò perché si tratterebbe di prodotti soggetti ad obbligo di omologazione oppure perché le relative prescrizioni sarebbero già state armonizzate; di conseguenza, non sarebbe da prevedere alcuna diminuzione dei prezzi; le prescrizioni relative alla dichiarazione delle materie prime (indicazione del Paese di produzione) sarebbero state indebolite, rendendo