Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/30: Disposizioni esecutive della legge sui trapianti · 27 pagine
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Gruppo sanguigno
Per SGIM, la limitazione all’identità o alla compatibilità del gruppo sanguigno si basa unicamente su una storia gonfiata dai media. In questo modo si impedisce che a un paziente sia impiantato un organo di un altro gruppo sanguigno. Le esperienze con organi di un gruppo sanguigno incompatibile, ad esempio reni pretrattati “immunologicamente”, hanno tuttavia dato risultati altrettanto buoni come su riceventi compatibili. L’identità o la compatibilità del gruppo sanguigno deve quindi valere solo nei casi normali. Nelle situazioni di emergenza è accettabile l’esistenza di un’incompatibilità tra i gruppi sanguigni. Sono però indispensabili opportuni pretrattamenti volti a minimizzare il rischio di rigetto.
Organi marginali
Per SwissTx, USZ, KSSG, SGAI, CAST, Insel, SGH e H+, con le regole di attribuzione proposte l’attribuzione di organi del pool di donatori allargato è problematica. Per tutti gli organi trapiantati la regola è che questi non possono essere distribuiti a tutti i riceventi. A seconda del problema dell’organo trapiantato, in questa situazione si applicano criteri completamente diversi per i riceventi rispetto agli organi che non provengono dal pool di donatori allargato. Per il fegato e i polmoni, è in gioco la vita dei riceventi. Per i reni il successo può essere ridotto al punto che il ricevente beneficia ben poco del trapianto. È inoltre potenzialmente minacciato un trapianto successivo. Con l’attribuzione proposta è praticamente impossibile anche il trapianto di organi del pool di donatori allargato in caso di offerte dall’estero. Per gli organi del pool di donatori allargato, i criteri di attribuzione devono quindi essere ripensati e adeguati. Si esprime in tal senso anche FMH.
Sorteggio
Il previsto sorteggio è criticato nella maggioranza dei pareri. GL chiede di rinunciare integralmente alla possibilità di sorteggi. Una possibilità del genere permetterebbe ai responsabili decisionali di sottrarsi alle decisioni difficili. Le decisioni in merito all’attribuzione sono di norma talmente gravide di conseguenze da dover sempre essere prese in base a criteri oggettivi. Per TG bisogna tener presente che in nessun altro Paese europeo si utilizzano sorteggi nell’ambito dell’attribuzione. Con una prassi del genere si rischia di mettere in pericolo lo scambio di organi con i Paesi limitrofi, estremamente importante. Secondo SDG bisogna rinunciare ai sorteggi essendo completamente fuori luogo. SwissTx menziona il sorteggio come esempio di “giustizia” condotto fino all’assurdo. L’eventualità che dopo tutti gli accertamenti a livello medico risulti ancora un “in sospeso” e non possa essere presa nessuna decisione in merito all’attribuzione non si verificherà mai e sarebbe tra l’altro una prima mondiale. CSSS-CN pone un punto interrogativo dopo la possibilità del sorteggio. Per MSchott, tutt’al più in presenza di più pazienti con urgenza medica a decidere dovrebbe essere non tanto il tempo d’attesa quanto piuttosto la sorte. Per CENU, la sorte può essere effettivamente una buona soluzione per garantire una decisione credibile dal punto di vista degli interessati in assenza di inequivocabilità – una volta esauriti tutti gli altri criteri di attribuzione. Il caso va inteso come il contrario dell’arbitrarietà. Probabilmente, la sorte sarebbe vista dai pazienti esclusi (come pure da quelli a cui è attribuito l’organo) meno come forma di colpa e ingiustizia rispetto a una decisione arbitraria, non comprensibile, presa da un organo di attribuzione, benché il risultato in realtà sia lo stesso.
Sezione 1: Disposizioni generali Articolo 10 Principio
SGTHGC accoglie favorevolmente questa disposizione: crea lo spazio di cui ha bisogno la medicina dei trapianti per decisioni in molti casi dipendenti dall’esperienza dei medici curanti.
Sezione 2: Attribuzione di un cuore Articolo 13 Compatibilità del gruppo sanguigno e dell’età
SGTHGC chiede di sopprimere il capoverso 1 o di completarlo con l’osservazione che su neonati e bambini piccoli è possibile trapiantare organi di gruppo sanguigno non compatibile.