Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/30: Disposizioni esecutive della legge sui trapianti · 27 pagine

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chiedono quindi innanzitutto che i dettagli siano regolamentati in direttive adeguabili man mano e che questo compito sia affidato al servizio nazionale di attribuzione.

Densità normativa

Per Inter siamo di fronte a un netto eccesso di regolamentazione, che minaccia la medicina dei trapianti in Svizzera. La fissazione di criteri dettagliati di attribuzione degli organi in un’ordinanza è assolutamente fuori luogo. Gen respinge l’ordinanza perché le singole regolamentazioni troppo dettagliate rispetto alla legge equivalgono a un inasprimento e creano ostacoli inutili. BE considera invece corretto disciplinare i criteri dell’attribuzione degli organi in modo così dettagliato come proposto nell’ordinanza.

Direttive

Da più parti si chiede di disciplinare l’attribuzione integralmente o parzialmente in direttive. Per SDG, l’attribuzione degli organi dovrebbe essere disciplinata in direttive emanate da SwissTx e non nell’ordinanza, in modo da permettere un rapido adeguamento al progresso medico. Anche eco è dell’opinione che le regole di attribuzione non debbano essere emanate in un’ordinanza, bensì da organismi medici sotto forma di direttive. Concretamente, l’elaborazione delle direttive di attribuzione dovrebbe essere affidata a SwissTx, con l’obbligo di presentare i progetti di direttiva per approvazione all’UFSP, approvazione che dovrebbe limitarsi a un controllo dell’arbitrio. Per STV, SVKMT, KKC e UAJ, le regole di attribuzione dovrebbero essere formulate in direttive o nell’allegato all’ordinanza, che potrebbero essere controllati e adeguati da gruppi di lavoro di SwissTx. Le proposte di modifica dovrebbero poi essere verificate da giuristi dell’UFSP dal punto di vista della conformità con i requisiti della legge, approvate dal DFI e attuate da SwissTx. Questa procedura dovrebbe poter avvenire sull’arco di quattro mesi. Per ASSM, l’ordinanza dovrebbe unicamente fissare la priorità dei criteri, lasciando i dettagli medici ai gruppi specializzati. CENU chiede se non sarebbe meglio trasformare una parte dell’ordinanza in direttive interne di SwissTx. Ciò permetterebbe maggiore flessibilità dal punto di vista dello sviluppo dell’arte medica. Un pacchetto di ordinanze complicato e troppo dettagliato sa di burocrazia e potrebbe quindi essere di ostacolo per la prassi, il che non è auspicabile dal punto di vista etico; i criteri medici non devono figurare in un testo giuridico.

3.1.3 Ordinanza sugli xenotrapianti

Circa un terzo dei partecipanti all’indagine conoscitiva si è pronunciato sull’ordinanza sugli xenotrapianti. Le osservazioni generali vanno da un consenso generale al rifiuto totale – rifiuto che tuttavia non riguarda tanto l’ordinanza, ma lo xenotrapianto come forma terapeutica. I motivi addotti, segnatamente il rischio d’infezione, erano già stati avanzati in occasione della procedura di consultazione sulla legge sui trapianti. La minimizzazione del rischio d’infezione è messa in risalto da vari partecipanti all’indagine conoscitiva, ma alcune delle misure proposte sono considerate sproporzionate o inutili; in alcuni casi si teme che nessuno effettuerebbe più xenotrapianti né nell’ambito delle sperimentazioni cliniche né come trattamento standard. Anche la regolamentazione della responsabilità civile è troppo severa e non è chiaro chi ne sia competente. Onere amministrativo e costo non devono superare un limite ragionevole. CENU, ASSM e TI propongono di trattare il tema dello xenotrapianto solo in un secondo tempo, opinione sostenuta da CENU e ASSM perché la versione proposta è troppo intimidatoria e inattuabile. A mo’ di esempio citano l’eccessiva responsabilità imposta al titolare dell’autorizzazione nonché il controllo a vita e l’obbligo del ricevente di notificare tutte le persone con cui è a contatto. TI osserva che oggi non si effettuano xenotrapianti, né come sperimentazione clinica né come metodo standard: di conseguenza una regolamentazione è prematura (se non come esercizio accademico); inoltre si sa ancora troppo poco sulla pericolosità futura degli xenotrapianti, motivo per cui bisognerebbe rinunciare alla regolamentazione proposta, di cui è discutibile anche l’utilità per la scienza. In merito alle sperimentazioni cliniche, SO e TI propongono di disciplinarle nell’ambito della legge sulla ricerca umana. Per quanto riguarda le autorizzazioni, FMH suggerisce di introdurre un modello “one-stop-shop”, per permettere ai richiedenti di trasmettere la documentazione a un’unica autorità, che si occupi poi del coordinamento con le altre autorità coinvolte. Inoltre FMH non è sicura che le interfacce con i produttori commerciali