Rapporto sui risultati
Consultazione 2006/45: Soppressione e semplificazione di autorizzazioni · 33 pagine
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b) In sintesi
Opinione generale sul progetto
¾ Pareri favorevoli (AI, AR, BE, BL, BS, FR, GL, LU, NE, NW, SG, SH, SO, SZ, TG, TI,
VD, VS, ZG, ZH, PPD, UCS, CHComuni, SAB, PLR, UDC, USAM, UPS, UBCS, AUSL, SIC Svizzera, economiesuisse, Centre patronal, Camera di commercio e industria del Vallese, Camera di commercio di Zurigo, GastroSuisse, HôtellerieSuisse).
I Cantoni FR e SH sottolineano l’opportunità di ridurre gli ostacoli all’attività imprenditoriale, a patto che gli scopi perseguiti con l’autorizzazione possano essere ugualmente garantiti, in particolare nei campi in cui si giustifica la protezione particolare degli amministrati.
Secondo VD, con la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese le revisioni proposte offrono soluzioni concrete per il rilancio della crescita. Eliminano le procedure complicate, ridondanti o inutili e accorciano sensibilmente l’iter amministrativo nei processi decisionali. Inoltre, permettono in generale di chiarire la ripartizione delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni; rafforzano il ruolo dell’autorità federale come organo di coordinamento e sorveglianza, mentre i compiti d’esecuzione spettano esclusivamente ai Cantoni. Infine, benché sia possibile una leggera diminuzione delle entrate per l’abolizione di determinate autorizzazioni soggette a emolumenti, in linea di massimo le semplificazioni previste avranno poche conseguenze per i Cantoni. Non implicheranno modifiche della legislazione cantonale e la mole di lavoro dei servizi cantonali interessati non dovrebbe risentirne.
L’UDC rileva che, benché sia necessario innanzi tutto abolire le autorizzazioni e ridurre sensibilmente l’onere amministrativo per le PMI, la Segreteria di Stato pare sforzarsi soprattutto di trovare giustificazioni all’impossibilità di abolire determinati disciplinamenti, disposizioni o procedure d’autorizzazione.
Secondo la Camera di commercio e industria del Vallese, non è possibile creare il mercato interno svizzero senza operare cambiamenti sostanziali. Il mondo politico svizzero deve tenere conto dell’evoluzione della mobilità. Le allocazioni errate nella delimitazione territoriale impongono sacrifici economici che, su mercati aperti, indeboliscono il rendimento del sistema nel suo complesso e finiscono per fiaccare la solidarietà nazionale.
¾ Critiche (PS, USS)
L’USS critica la procedura sul piano formale, in quanto l’intenzione di abolire determinate autorizzazioni federali non costituisce un denominatore comune sufficiente per un progetto globale. Dubita inoltre che l’eliminazione dell’onere amministrativo possa del resto costituire un fattore significativo di crescita economica. Lo scopo dello sgravio burocratico è piuttosto una deregolamentazione, come dimostra il fatto che i progetti di legge non sono seguiti dagli uffici federali direttamente interessati, bensì dalla SECO.