Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/122: Controprogetto diretto all'iniziativa popolare «Per la sicurezza alimentare» · 24 pagine
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produzione fisici quali le terre coltive, le risorse non rinnovabili o l'acqua (p.es. per l’irrigazione). Mediante la lettera a s’intende potenziare le basi costituzionali della protezione quantitativa e qualitativa delle terre coltive, mantenendo la competenza prevalentemente a livello cantonale. Occorre ridurre la dipendenza dell'agricoltura dalle risorse non rinnovabili come l'energia fossile o il fosforo minerale. Oltre all’accrescimento dell'efficienza delle risorse (cfr. lett. b), per quanto riguarda il fosforo la priorità fa data a una migliore chiusura dei cicli delle sostanze nutritive. In relazione alla disponibilità d’acqua si constata che vi sono conflitti d’interesse tra esigenze di protezione da un lato e impiego nell'agricoltura e in altri settori dall’altro, di cui va adeguatamente tenuto conto. Un’altra base di produzione da considerare in questo contesto è il know-how nel sistema di conoscenze agricolo (p.es. ricerca agronomica). L'attuazione deve aver luogo anche in futuro nel quadro delle politiche settoriali esistenti.
Lettera b
Con le espressioni «adeguata alle condizioni locali» e «che utilizzi razionalmente le risorse naturali» si concretizza l’obiettivo della sostenibilità contenuto nel periodo introduttivo. Per produzione adeguata alle condizioni locali, da un lato, s’intende lo sfruttamento del potenziale agronomico all'interno del Paese per la produzione di derrate alimentari e, dall'altro, si sottolinea il fatto che la produzione deve avvenire entro i limiti ecologici tenendo conto della sopportabilità degli ecosistemi. Un utilizzo più razionale delle risorse naturali contribuisce a ridurre la domanda di tali risorse e le emissioni nell'ambiente salvaguardando il contributo della produzione indigena (preservazione delle risorse).
Lettera c
Una produzione indigena efficace e stabile a lungo termine è possibile solo se le aziende dell'agricoltura e della filiera alimentare svizzere possono affermarsi sul mercato, vendendo i loro prodotti con successo e quindi generando valore aggiunto. Di conseguenza è necessario sfruttare le opportunità per differenziare i prodotti in base alla qualità, nonché per ridurre i costi, migliorando, nel complesso, la competitività. Ciò riveste un’assoluta importanza alla luce della protezione alla frontiera dei prodotti agricoli tuttora elevata, nonché in vista di un ulteriore allineamento dei mercati. A tal proposito, un presupposto fondamentale è dato da mercati efficienti a tutti i livelli commerciali e di trasformazione, prezzi concorrenziali dei mezzi di produzione, un dispendio amministrativo possibilmente contenuto per le aziende e l’innovazione a tutti i livelli della catena del valore.
Rispetto all'articolo 104 Cost., la lettera c è più ampia e comprende, oltre all'agricoltura, l'intera catena del valore. Affinché agricoltura e filiera alimentare svizzere possano apportare a lungo termine il loro contributo all'approvvigionamento in condizioni di crescente concorrenza a livello internazionale, devono disporre di aziende competitive nei settori a monte e a valle.
Lettera d
L’accesso ai mercati agricoli internazionali comprende la possibilità di smerciare prodotti svizzeri su mercati esteri con forte potere d’acquisto. Le esportazioni sono un presupposto fondamentale per generare valore aggiunto, obiettivo peraltro strettamente correlato a quello perseguito alla lettera c. Anche dal profilo delle importazioni l’accesso al mercato è importante, da un lato, al fine di assicurare, tramite importazioni integrative, la disponibilità di derrate alimentari sul piano interno e, dall’altro, per acquistare mezzi di produzione agricoli (p.es. concimi, sementi, ali-