Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/47: Modifica del diritto di locazione nel Codice delle obbligazioni · 26 pagine

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Rapporto del 16 ottobre 2014 sui risultati della consultazione relativa alla modifica del diritto di locazione nel Codice delle obbligazioni (CO)

TI: Benché, in linea di massima, l’obbligo di utilizzo del modulo sia visto positivamente, il Cantone avanza riserve concernenti, ad esempio, la libertà contrattuale e gli oneri che questa misura comporta per locatori e autorità di conciliazione. Secondo l’articolo 256a CO, inoltre, l’obbligo d’informare esiste già.

VD: L’informazione riguardante la pigione precedente e i motivi addotti a giustificazione di un aumento sono importanti a prescindere dall’esistenza di un’eventuale penuria d’alloggi. Non si capisce, inoltre, perché i conduttori residenti in una zona con un mercato degli alloggi equilibrato debbano essere informati meno accuratamente di quelli che abitano in un Cantone in cui vige l’obbligo di utilizzo del modulo. È importante, inoltre, che le informazioni rilevanti siano comunicate prima della conclusione del contratto di locazione. In questo modo si promuove la trasparenza e si riduce il rischio delle contestazioni. Ai fini di una maggiore sicurezza giuridica la legge dovrebbe inoltre contenere una disposizione sulla conferma di ottenimento del modulo da parte dei conduttori. Occorre disciplinare a livello di legge, infine, le fattispecie del mancato utilizzo del modulo o della sua consegna ritardata.

AG: Non è detto che con questa misura l’obiettivo dichiarato venga effettivamente raggiunto. Il Cantone suggerisce di esaminare un’alternativa più semplice per contestare la pigione iniziale, in cui il carattere abusivo di una pigione possa essere comprovato in base ai prezzi d’uso nella località e nel quartiere.

AR: L’attuale normativa differenziata si è dimostrata valida. Estendere l’obbligo di utilizzo del modulo all’intera Svizzera comporta oneri supplementari del tutto inutili.

AI: Non vi è la necessità di estendere l’obbligo di utilizzo del modulo a tutta la Svizzera. Un tale obbligo generale complicherebbe la vita ai locatori privati e penalizzerebbe coloro che hanno mantenuto la pigione precedente a un livello basso.

BL: Sussistono differenze regionali assai marcate. Con l’obbligo di utilizzo del modulo l’esigenza della forma scritta per contratti di locazione sarebbe introdotta di straforo. Questa misura non crea spazi abitativi supplementari. Nella prassi, la contestazione della pigione iniziale svolge un ruolo marginale. L’obbligo di motivare un aumento potrebbe dare adito a controversie a distanza di anni.

GL: Non si sa quale sia l’effetto di contenimento dei prezzi di questo strumento, che non crea certo spazi abitativi supplementari. In occasione del cambio di conduttori si registrano grandi sbalzi balzi di prezzo anche nei Cantoni in cui vige l’obbligo di utilizzo del modulo. Vi è il rischio che la misura produca più burocrazia e che le autorità di conciliazione e i tribunali siano oberati di lavoro. Se nonostante queste obiezioni l’obbligo venisse introdotto comunque, esso dovrebbe valere anche per i locali commerciali.

GR: Secondo l’articolo 256a capoverso 2 CO un conduttore può esigere già oggi che gli sia comunicato l’ammontare della pigione precedente. Anche senza obbligo di utilizzo del modulo vi è la possibilità di contestazione. L’effetto dell’obbligo sull’effettivo degli appartamenti sfitti è del tutto incerto. Per i locatori la misura crea oneri amministrativi supplementari.

OW: L’obbligo di utilizzo del modulo rappresenta un’interferenza nel diritto di proprietà e nella libertà contrattuale e crea oneri amministrativi supplementari per i locatori. L’utilità di questa misura è incerta dato che non modifica in alcun modo il diritto dell’conduttore di contestare la pigione iniziale.

SH: È discutibile se sia veramente necessario imporre l’obbligo di utilizzo del modulo senza considerare le differenze regionali e se questo obbligo debba essere mantenuto nel caso in cui la situazione sul mercato degli alloggi dovesse normalizzarsi. Se, nonostante questi dubbi, l’obbligo venisse introdotto comunque, esso dovrebbe valere anche per i locali commerciali.