Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/47: Modifica del diritto di locazione nel Codice delle obbligazioni · 26 pagine
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Rapporto del 16 ottobre 2014 sui risultati della consultazione relativa alla modifica del diritto di locazione nel Codice delle obbligazioni (CO)
1 Contesto
Il 15 maggio 2013, in seguito a una discussione sulla libera circolazione delle persone e sul mercato dell’alloggio, il Consiglio federale ha decisodi proseguire la politica attuata finora e di impegnarsi maggiormente per offrire abitazioni a prezzi moderati. In tale occasione il Collegio si è dichiarato favorevole a una maggiore trasparenza del mercato della locazione per generare un effetto frenante sui prezzi, senza però pregiudicare i diritti dei locatori. A tal fine ha incaricato il Dipartimento dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di verificare l’opportunità di applicare a tutta la Svizzera la procedura che prevede di comunicare ai conduttori di un nuovo contratto di locazione l’importo della precedente pigione tramite l’utilizzo di un modulo. Il DEFR ha presentato al Consiglio federale il relativo rapporto a dicembre 2013.
Il 15 gennaio 2014 il Consiglio federale ha inoltre preso atto dei risultati intermedi emersi dal dialogo tra Confederazione, Cantoni e città, diretto dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). I dati vanno a sostegno della politica dell’alloggio perseguita finora dal Consiglio federale, secondo cui l’offerta di alloggi deve essere garantita innanzitutto dai meccanismi del mercato. Per ottimizzare la propria politica il Consiglio federale ha deciso di approfondire i provvedimenti proposti dal gruppo di lavoro e di proseguire il dialogo. Nel contempo, il Consiglio federale si è nuovamente espresso a favore di una modifica del diritto di locazione al fine di rendere più trasparente il mercato degli alloggi. Ecco perché ha incaricato l’UFAB di elaborare un adeguato progetto posto in consultazione concernente la modifica del diritto di locazione nel Codice delle obbligazioni (CO).
2 Procedura di consultazione
Il 28 maggio 2014 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente la modifiche del diritto di locazione nel Codice delle obbligazioni (CO). La novità principale consiste nell’intenzione di estendere a tutta la Svizzera l’obbligo di utilizzare un apposito modulo per comunicare a un nuovo conduttore l’importo della pigione precedente, motivando brevemente un eventuale aumento (di seguito «obbligo di utilizzo del modulo»). Nell’ottica di mantenere un giusto equilibrio degli interessi, il progetto di modifica prevede ulteriori miglioramenti sia per i conduttori che per i locatori. La consultazione si è conclusa lo scorso 30 settembre 2014. Oltre all’estensione dell’obbligo di utilizzo del modulo, il progetto posto in consultazione prevede di trasferire alla Confederazione le competenze in materia di moduli, di introdurre un termine d’attesa a decorrere dall’inizio del rapporto di locazione per aumenti di pigione motivati da migliorie energetiche o di valorizzazione, la possibilità di una riproduzione meccanica della firma (firma in facsimile) per aumenti di pigione e adeguamenti degli importi in acconto per le spese accessorie e, infine, una disposizione secondo cui per gli aumenti delle pigioni scalari è sufficiente la comunicazione scritta.
Sono stati invitati a esprimere il loro parere sul progetto tutti e 26 i Cantoni, tutti i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, tutte le associazioni mantello dei Comuni, delle Città e delle Regioni di montagna, le associazioni mantello dell’economia e le altre cerchie interessate tra cui, in particolare, le associazioni dei conduttori e dei locatori. Il progetto posto in consultazione è anche stato pubblicato sul sito della Confederazione (www.admin.ch) e su quello dell’UFAB (www.bwo.admin.ch).
Entro il 30 settembre 2014, termine di scadenza della consultazione, sono pervenute al DEFR 68 risposte. Hanno espresso un parere tutti i Cantoni e i 7 partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale, ossia il Partito borghese democratico (PBD), il Partito popolare democratico (PPD), il Partito evangelico svizzero (PEV), il Partito liberale radicale (PLR), il partito ecologista svizzero (i Verdi), l’Unione democratica di centro (UDC) e il Partito socialista svizzero (PS).
Delle associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna ufficialmente interpellate ha risposto soltanto l’Unione delle città svizzere (UCS).
Quanto alle associazioni mantello degli ambienti economici, hanno espresso un parere l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), l’Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse. L’Unione svizzera degli imprenditori (USI) e la Società svizzera degli impiegati di commercio (SIC) hanno dichiarato di rinunciare a esprimere un parere sui contenuti del progetto.