Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine

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in modo da assegnare al Cantone la competenza per la sorveglianza sull’esercizio della centrale e la disposizione di misure. Con il trasferimento alla Confederazione dei compiti di sorveglianza sull’esercizio delle centrali idroelettriche verrebbe fortemente limitato il margine di manovra del Cantone che, ad esempio, avrebbe notevoli difficoltà nel coinvolgere i gestori di centrali elettriche di confine nella rivitalizzazione delle rive.

CdEN, BS, OW, VD, JU, AI, NE, AG e BL chiedono di cancellare senza sostituzione il capoverso 2, in quanto ritengono inutile un’esplicita competenza per stipulare accordi internazionali, e di modificare il capoverso 3, che diverrebbe quindi il nuovo capoverso 2, come segue: «Il Consiglio federale considera le richieste dei Cantoni da cui proviene l’acqua. Nell’ambito della sua attività di cui al capoverso 1 li consulta preventivamente come pure gli enti pubblici aventi il diritto di disporre». AG vorrebbe che il Consiglio federale coinvolgesse i Cantoni nelle sue decisioni. Anche ZH e BL ritengono che l’articolo 7 capoversi 2 e 3 vada sostituito con una formulazione conforme alla Costituzione.

VS chiede di armonizzare la versione tedesca e quella francese. SG e SO rinunciano a una presa di posizione esplicita.

[Art. 51] Calcolo della potenza lorda:

CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE e TI non avanzano alcuna osservazione circa le precisazioni linguistiche. SG rinuncia a una presa di posizione esplicita.

5.2. Prese di posizione dei partiti politici

PVL e UFS condividono un ritorno al livello del canone annuo del 2010, ossia a 80 Fr./kWl. L’UDC respinge l’avamprogetto nella forma presentata e ne chiede la rielaborazione al Consiglio federale. PPD, PS, PLR, Verdi, CSPO, SPO, PVL, PBD GR e PBD GL rifiutano la soluzione transitoria proposta. Il PLR chiede che, qualora non si trovasse un compromesso, il canone annuo sia ridotto a 80 Fr./kWl al più tardi dal 2023. Secondo PPD e PS occorre mantenere l’attuale normativa fino all’entrata in vigore di un nuovo modello di mercato. PPD, PLR, Verdi, PVL, SPO, PBD GR, PBD GL e CSPO respingono la variante alternativa. Il PS approva una riduzione del canone annuo solo in singoli casi di comprovata necessità, e la intende come un aiuto per superare una situazione contingente di difficoltà. PLR, PVL e UFS accolgono con favore un modello flessibile di canone annuo. PPD, UDC, PS e CSPO affermano che prima di poter discutere un nuovo modello di canone annuo serve un modello di mercato unitario. Il PLR appoggia una riduzione in caso di concessione di contributi d’investimento, mentre PPD e PS Alto Vallese la respingono. Secondo il PPD bisogna cercare soluzioni individuali che coinvolgano anche gli enti pubblici concedenti; il PVL si aspetta che nella determinazione del contributo d’investimento si tenga in debito conto il sussidio supplementare rappresentato dall’esenzione dal canone annuo.

Il PBD GR condivide la presa di posizione dell’IBK.

[Art. 49 cpv. 1, 1bis e 2 prima frase] Tasse e canone annuo:

PVL e UFS sostengono un ritorno al livello del canone annuo del 2010, ossia a 80 Fr./kWl. Secondo il PVL in passato il canone annuo ha subito continui aumenti, di cui solo una parte dovuti al rincaro. Un’importante motivazione per l’aumento del canone annuo è rappresentata dai buoni utili conseguiti dalle aziende elettriche attraverso la vendita dell’energia elettrica. Con il progressivo aumento del canone annuo i Cantoni e i Comuni, in qualità di enti concedenti, hanno partecipato agli utili per lo sfruttamento della forza idrica. Pertanto è semplicemente logico che nell’attuale situazione caratterizzata da prezzi dell’elettricità bassi debba essere possibile una riduzione dei canoni annui.

PPD, PS, PLR, Verdi, CSPO, SPO, PVL, PBD GR e PBD GL respingono la soluzione transitoria proposta. PPD e PS ritengono che la normativa attuale debba essere mantenuta fino all’entrata in vigore di un nuovo modello di mercato. Secondo il PLR un’eventuale riduzione del canone annuo