Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine

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il periodo 2020-2022. In vista dell’auspicata riorganizzazione del sistema del canone annuo dal 2022, è senza dubbio necessaria una modifica strutturale della pianificazione finanziaria cantonale, volta a ridurre la dipendenza dagli introiti di un canone annuo fisso a lungo termine. Anche secondo Swisspower la riduzione proposta è un passo nella giusta direzione.

Al fine di aumentare la competitività della forza idrica, in linea di principio VPE vorrebbe agganciare il canone annuo al prezzo dell’elettricità e propone di stabilire un canone annuo massimo di 72 Fr./kWl. Inoltre sottolinea come molto probabilmente gli ulteriori aumenti dell’efficienza e le ottimizzazioni strutturali richieste dai gestori nonché la rinuncia al rendimento del capitale proprio vadano a discapito dei lavoratori.

ASEA, AES, Axpo, Alpiq, Swisselectric, AEK onyx, SAK, KWZ, SN Energie AG, Repower, IWB, ewz, elektra, EKW, BKW, KWO, DSV, La Goule e Groupe E respingono la proposta.

Secondo ASEA, Groupe E, KWZ, SN Energie AG, EKW, SAK, ewz, Elektra, DSV e La Goule una normativa in materia di canone annuo sostenibile e orientata al futuro dovrebbe raffigurare in qualsiasi momento la situazione della forza idrica sul mercato. Questa esigenza può essere soddisfatta solamente con l’immediata introduzione di un modello di canone annuo flessibile, attuabile indipendentemente da un futuro modello di mercato (market design). Anche AES, Swisselectric, AEK onyx, Axpo e Repower condividono tale posizione. In questo contesto AES ricorda inoltre la mozione accolta senza opposizione dal Parlamento nella sessione primaverile 2016 «Normativa in materia di canoni per i diritti d’acqua dopo il 2019» (14.3668), in cui si chiede di considerare nella normativa in materia di canone annuo la situazione concreta della forza idrica. Una riduzione temporanea del canone annuo a 80 Fr./kWl, ossia al livello del periodo 1997-2010, genera un determinato sgravio per il settore della forza idrica, duramente colpito sotto il profilo finanziario. Tuttavia tale normativa transitoria non permette di attenuare la problematica generale di un canone annuo fisso che indipendentemente dall’ammontare effettivo della tassa non risulterebbe mai adeguato all’attuale situazione di mercato. Inoltre non consentirebbe di eliminare un limite fondamentale, ossia che in Svizzera e nei Paesi confinanti il canone annuo presenta aliquota differenti oppure non esiste, il che genera distorsioni della concorrenza. L’AES si oppone a un differimento della nuova normativa, che giudica urgente e necessaria, introducendo una normativa transitoria, come proposto dal Consiglio federale.

ASEA, KWZ, SN Energie AG, Axpo, Alpiq, Swisselectric e AEK onyx ritengono che la sola riduzione dell’aliquota massima del canone annuo e l’ulteriore finanziamento previsto da parte dei produttori manterrebbero l’errore di sistema per altri anni. Rimandando all’interesse generale superiore rappresentato dal compenso per lo sfruttamento della risorsa idrica, i canoni annui (come già prima dell’apertura del mercato) devono essere finanziati dalla collettività e non gravare solamente sui produttori. In tal modo non viene considerata la situazione concreta della forza idrica. Inoltre stabilire una tassa fissa mentre i prezzi di mercato oscillano, è una soluzione estranea al sistema. Secondo IWB, Axpo e ewz la riduzione prevista è troppo contenuta; IWB ritiene che ciò riporterebbe il canone semplicemente al livello dell’ultimo aumento previsto dalla revisione della LUFI del 2010. Il contributo di base di 50 Fr./kWl proposto nel rapporto esplicativo nel quadro di una normativa flessibile, nella normativa transitoria sarebbe molto più adatto alla situazione critica in cui versano attualmente le centrali idroelettriche. Anche Axpo chiede una riduzione molto più decisa dell’aliquota massima del canone annuo nel periodo transitorio. Nonostante gli attuali prezzi di mercato giustifichino una riduzione dell’aliquota massima a un valore prossimo a 0 Fr./kWl, difficilmente una soluzione simile verrebbe sostenuta dalla politica. L’unico criterio quantificabile per la determinazione di un importo adeguato dell’aliquota massima rimane il rincaro accumulato dall’introduzione del canone annuo. Considerando questo criterio, l’aliquota massima del canone annuo nel periodo transitorio dovrebbe essere di 41 Fr./kWl.

Se non verrà dato seguito alla richiesta di introdurre dal 2020 una normativa in materia di canone annuo flessibile e legata ai prezzi di mercato, AES, ASEA, Groupe E, KWZ, SN Energie AG, SAK, AEK Onyx, Repower e EKW chiedono che il canone annuo fisso sia finanziato dalla collettività e/o che