Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine
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CdEN, giudicano inutile un’esplicita competenza per stipulare accordi internazionali. Sette Cantoni chiedono che la competenza di cui al capoverso 1 sia affidata al Consiglio federale e non al Dipartimento. Cinque Cantoni chiedono che il Consiglio federale consideri anche le richieste dei Cantoni da cui proviene l’acqua. L’eliminazione dell’ultima frase dell’articolo 49 viene commentata e approvata da quattro Cantoni.
AI, BS, JU, NE, OW e VD si allineano alla presa di posizione della CdEN.
GR, GL, NW, OW, TI e UR sostengono la presa di posizione della CGCA.
[Art. 49 cpv. 1, 1bis e 2 prima frase] Tasse e canone annuo:
SG approva la modifica proposta e il relativo sgravio per i gestori di centrali idroelettriche in considerazione del forte calo dei prezzi di mercato dell’elettricità in atto dal 2008. Negli ultimi 20 anni circa l’aliquota massima del canone annuo prevista dal diritto federale è più che raddoppiata, superando di molto l’importo necessario a compensare il rincaro. BL giudica la situazione del settore idroelettrico svizzero non più sostenibile e pertanto approva la riduzione prevista a 80 Fr./kWl. AR appoggia la richiesta, tanto più che già ora nel Cantone di Argovia l’aliquota massima del canone annuo è di 80 Fr./kWl. ZH sostiene che per accrescere la competitività del settore idroelettrico è necessario applicare per un periodo transitorio una notevole riduzione dei canoni annui e chiede di fissare l’aliquota massima per il periodo transitorio a 60 Fr./kWl.
CdEN, CGCA, AI, BS, FR, JU, LU, NE, JU, SH, VD, VS, GR, NW, OW, UR, GL, BE, TI, SZ e AG respingono categoricamente la principale variante sottoposta dal Consiglio federale in quanto non apporta alcun contributo per risolvere il problema, ossia correggere le distorsioni sul mercato svizzero dell’energia elettrica, poggia su un’analisi delle cause per molti aspetti errata e in tal modo il Consiglio federale assumerebbe una posizione fortemente contraddittoria. Inoltre la variante principale proposta produrrebbe ingiustificati sussidi a pioggia. Infine indurrebbe i Cantoni che sfruttano la forza idrica a compensare indirettamente il premio di mercato, una misura approvata dal popolo con la nuova legge sull’energia ed entrata in vigore il 1° gennaio 2018 con decorrenza dal 1° gennaio 2020. Colpisce come nella proposta posta in consultazione la Confederazione richieda a tutti gli altri soggetti (proprietari, consumatori, Cantoni che sfruttano la forza idrica) un atteggiamento condiscendente che tuttavia essa stessa per prima non dimostra di avere, nonostante abbia riconosciuto la forza idrica il pilastro centrale della Strategia energetica 2050. In ultima analisi la variante principale proposta costituisce un’«ancora» psicologica per ridurre nuovamente l’aliquota massima del canone annuo in una fase successiva. Questa procedura non è giustificata né dal punto di vista oggettivo né politico e viene fermamente respinta dai Cantoni alpini che non sono in alcun modo disposti a «interpretare la soluzione transitoria come un adeguamento preparatorio in vista di una soluzione a lungo termine», secondo quanto riportato nel rapporto esplicativo (rapporto esplicativo, numero 1.3). CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE, TI, SZ, AG e FR chiedono che fino all’entrata in vigore del modello prossimo alle condizioni di mercato secondo l’articolo 30 capoverso 5 della legge del 30 settembre 2016 sull’energia (LEne), il canone annuo non superi i 110 Fr./kWl annui. Considerate le diverse situazioni di partenza e gli interessi dei singoli Cantoni, CdEN, BS, OW, VD, JU, AI e NE non si esprimono in merito all’ammontare concreto dei canoni annui a favore dei Cantoni particolarmente colpiti.
Anche LU respinge la proposta; se tuttavia dovesse essere introdotta, andrebbe prevista una riduzione vincolante dei prezzi dell’elettricità per i consumatori finali corrispondente alla riduzione dei canoni annui. Inoltre i produttori di elettricità interessati non potrebbero più applicare il precedente tasso d’interesse sul capitale proprio (con un tasso calcolatorio fino al 7,5%). VS chiede di mantenere l’attuale aliquota massima di 110 Fr./kWl fino all’entrata in vigore del nuovo modello di mercato dell’energia elettrica prossimo alle condizioni di mercato. Il Cantone considera inaccettabile che nel quadro di una normativa transitoria il Consiglio federale voglia risolvere o limitare a breve termine i presunti problemi di alcuni produttori di elettricità a discapito dei Cantoni di montagna. VS chiede alla Confederazione la rapida introduzione di ulteriori misure di sostegno per le grandi centrali