Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine

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dovrebbe essere intesa piuttosto come uno strumento per accelerare le trattative verso la flessibilizzazione del canone annuo. Se i colloqui tra i Cantoni e i Comuni di ubicazione interessati, i produttori di energia elettrica e l’amministrazione non dovessero portare ad alcuna soluzione di compromesso, l’aliquota massima del canone annuo dovrebbe essere ridotta a 80 Fr./kWl al più tardi dal 2023. Secondo il PPD armonizzare la normativa sui canoni annui con il nuovo modello di mercato dell’energia elettrica sarebbe più efficace rispetto a una modifica puntuale e anticipata dei canoni annui. Inoltre prima di decidere ulteriori misure bisognerebbe introdurre il nuovo premio di mercato e raccogliere esperienze in questo ambito. Inoltre è dell’opinione che senza una precisa base di dati non sia possibile prendere decisioni fondate. Se le aziende necessitano di un sostegno, devono esse per prime garantire la necessaria trasparenza e presentare esattamente la loro situazione economicoaziendale.

Secondo il PS la riduzione di quasi un terzo dell’aliquota massima del canone annuo comporterebbe perdite elevate per i Cantoni e non contribuirebbe a risolvere i problemi, al contrario. Inoltre in alcuni Cantoni come Berna e Vallese una parte degli introiti derivanti dal canone annuo viene destinata a misure ambientali (rivitalizzazione delle acque). La riduzione delle risorse in questo ambito specifico produrrebbe effetti negativi sull’ambiente. Infine anche per il PS stabilire una normativa transitoria per i canoni annui senza aver prima definito il nuovo modello di mercato dell’energia elettrica rappresenta una mossa inefficace. Come mostra l’ElCom, dal punto di vista economico un’ulteriore misura di promozione della forza idrica, in aggiunta al già approvato premio di mercato, non è sufficientemente motivata. Anche il PS Alto Vallese respinge fermamente la soluzione transitoria e sostiene

l’applicazione di un supplemento per le capacità d’accumulazione a carico degli impianti ad

accumulazione. Questo aspetto dev’essere assolutamente considerato nella prossima revisione della legge sulle forze idriche.

Variante alternativa (solo per le centrali deficitarie):

PPD, PLR, Verdi, PVL, SPO, PBD GR, PBD GL e CSPO respingono la variante alternativa.

Questa proposta produrrebbe una discriminazione, stabilita in modo arbitrario. Inoltre non è assolutamente chiaro in che modo questa soluzione verrebbe attuata nella pratica. Indipendentemente da ciò, secondo il PLR è indubbio che per un periodo così breve l’onere esecutivo sia sproporzionato rispetto ai vantaggi prodotti da questa misura. Il PVL è a favore di condizioni quadro chiare e affidabili e rifiuta una distinzione tra centrali elettriche in sofferenza e non. Considera inoltre sbagliato premiare con canoni annui ridotti le centrali elettriche che rientrano nella prima categoria a causa di una cattiva amministrazione o di investimenti errati. Il PS Alto Vallese non condivide la variante alternativa. La mancanza di trasparenza sui costi e sui ricavi mostrerebbe che le centrali idroelettriche non sono deficitarie, tanto più che i prezzi dell’elettricità entro la fine dell’anno si sono ripresi di un centesimo per chilowattora.

Flessibilizzazione del canone annuo (soluzione a medio-lungo termine):

PPD, UDC, PS e CSPO sostengono che prima di poter discutere di un nuovo modello di canone annuo serva un modello di mercato unitario.

Il PS si dichiara aperto a uno sviluppo della normativa in materia di canone annuo nell’interesse della forza idrica e delle regioni di montagna. Secondo il PS la trasformazione dell’attuale contributo massimo in un modello che prevede un adeguato contributo minimo e una partecipazione agli utili è fattibile se non porta a una riduzione generale dei canoni annui. Tuttavia per poter discutere di un modello futuro è indispensabile una visione d’insieme che consideri, tra le altre cose, l’insieme dei servizi di sistema della forza idrica e soprattutto servono basi di dati significative sulla redditività della forza idrica e di altre modalità di produzione, basi attualmente non disponibili.

Il PLR approva l’orientamento del futuro modello di canone annuo posto in discussione dal Consiglio federale. In un mercato dell’energia elettrica fortemente conteso la forza idrica svizzera deve rimanere competitiva ed essere sgravata dai costi fissi troppo elevati. Ciononostante il PLR appoggia una parte