Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine
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Flessibilizzazione del canone annuo (soluzione a medio-lungo termine):
VPE approva i punti essenziali di un modello di canone annuo flessibile che il Consiglio federale pone in discussione, giudicandolo un buon compromesso svizzero. L’introduzione di un modello di canone annuo flessibile è accolta con favore anche da SSH.
Nessun partecipante del settore si oppone a un modello di canone annuo flessibile.
Secondo ASEA, Groupe E, KWZ, SN Energie AG, AES, Axpo, Alpiq, ewz, Swisselectric, EKW, AEK onyx, SAK, Repower, KWO, Elektra e FMV SA la tassa dev’essere costituita da una parte fissa, finanziata dalla collettività, e da una parte variabile, dipendente dai prezzi di mercato, pagata dai gestori delle centrali idroelettriche. L’ammontare della parte fissa dev’essere definito da questa collettività nell’ambito del processo politico; l’ammontare del prezzo di mercato di riferimento, a partire dal quale subentra la parte variabile pagata dai produttori, dev’essere fissato in base ai costi di produzione medi della produzione idroelettrica svizzera a 5.6 ct./kWh (valore soglia), e la parte variabile deve aumentare di 10 Fr./kWl per ogni aumento del prezzo di mercato di riferimento di 1 ct./kWh. IWB ritiene che l’aumento debba essere abbinato a un’adeguata partecipazione agli utili per i Comuni e i Cantoni. Secondo Axpo per determinare l’importo adeguato della parte fissa l’unico criterio quantificabile è dato dall’aumento del rincaro dall’introduzione del canone annuo. Applicando questo criterio, la parte fissa del canone annuo ammonterebbe a 41 Fr./kWl. Inoltre Axpo fa notare che l’aumento dipende fortemente dall’importo scelto della parte fissa.
Anche IWB, BKW e KWO ritengono possibile riflettere in merito a un canone annuo di 41 Fr./kWl al netto del rincaro. Agli enti pubblici interessa giustamente la sicurezza del budget e pertanto devono poter contare su una determinata stabilità delle entrate. Ciò verrebbe garantito dalla parte fissa. L’utilizzazione vera e propria (parte fissa) è assoggettata a un interesse nazionale, poiché fornisce un contributo sostanziale alla sicurezza dell’approvvigionamento elettrico in Svizzera, in modo indipendente dai Paesi esteri, a partire da fonti rinnovabili e a prezzi più convenienti. La parte fissa costituisce quindi un vantaggio macroeconomico, indipendente dal prezzo dell’elettricità e voluto dai protagonisti della politica energetica, che dev’essere indennizzato dalla collettività. La parte variabile invece è indipendente dal valore della risorsa. Se attraverso la forza idrica si conseguono degli utili sul mercato dell’energia elettrica, ne risulta un ulteriore vantaggio economico-aziendale. Questo viene definito dalla differenza tra i ricavi conseguibili sul mercato e i costi di produzione della forza idrica. Si tratta quindi di una parte variabile che i produttori di energia idroelettrica devono pagare in relazione al prezzo di mercato.
Questo modello consente una nuova normativa equa grazie alla quale i Cantoni e i Comuni di ubicazione possono continuare a beneficiare di un introito fisso e di un indennizzo supplementare dipendente dal mercato. Inoltre l’onere per la collettività non è superiore a quello pagato ai tempi del monopolio. Nel contempo la produzione di energia idroelettrica verrebbe sgravata in modo logico e adeguato. Infine la Svizzera darebbe un contributo rilevante per il mantenimento e l’ammodernamento della propria principale forma di produzione di elettricità indigena. Le FFS considerano la parte fissa come un «prezzo di base» (adeguato al rincaro di 41 Fr./kWl) per l’utilizzo della risorsa idrica e la parte variabile come un «vantaggio economico-aziendale aggiuntivo» dipendente dal prezzo di mercato dell’elettricità. Secondo le FFS il valore soglia dovrebbe attestarsi a 56 Fr./kWl (costi attuali dedotto il canone annuo).
Swisspower ritiene che il modello futuro dovrebbe funzionare indipendentemente dall’attuale situazione di mercato e pertanto accoglie con favore la soluzione proposta dal Consiglio federale. In merito considera importanti soprattutto due punti. In primo luogo il contributo di base dev’essere nettamente inferiore all’attuale aliquota massima del canone annuo, in modo che i produttori di energia idroelettrica possano ottenere uno sgravio sostanziale in caso di prezzi di mercato bassi. In secondo luogo come grandezza di riferimento per il valore soglia che funge da demarcazione tra la parte fissa e quella variabile devono essere considerati i costi di produzione medi (incluso un adeguato tasso d’interesse sul capitale proprio e le imposte sull’utile). Il concetto di «costi di produzione» è ampiamente affermato, in particolare anche per quanto concerne un adeguato