Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine
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fissa del canone annuo a carico dei produttori di energia elettrica, tuttavia di importo nettamente inferiore, in modo da garantire il compenso per lo sfruttamento della risorsa. Questa parte dev’essere integrata da una parte variabile orientata ai prezzi di mercato. Secondo il PLR il termine stabilito per legge del periodo transitorio nel 2022 secondo il nuovo articolo 49 capoverso 1 LUFI dev’essere sostituito da una chiara dichiarazione a favore della flessibilizzazione: «Il Consiglio federale sottopone tempestivamente all’Assemblea federale un disegno di atto legislativo per la flessibilizzazione del canone annuo per il periodo successivo al 1° gennaio 2023».
L’UFS sottolinea come l’obiettivo debba essere un adeguamento flessibile del canone annuo.
Per il PVL il canone annuo deve orientarsi esclusivamente a un prezzo di mercato di riferimento valido a livello nazionale. L’adeguamento del canone annuo ai prezzi di mercato dell’elettricità, da decenni di fatto già attuato, verrebbe sancito per legge senza dover ogni volta procedere alla revisione della legge. Gli enti pubblici concedenti potrebbero contare su introiti fissi minimi derivanti dal canone annuo e approfittare dei prezzi di mercato dell’elettricità in aumento. In caso di diminuzione dei prezzi di mercato dell’elettricità i produttori avrebbero una maggiore sicurezza sugli investimenti e uno sgravio automatico. Il PVL afferma chiaramente che il canone annuo non dovrebbe essere calcolato in base alla redditività individuale di una centrale idroelettrica o ai prezzi di vendita dell’energia elettrica di una società elettrica.
Il PS Alto Vallese rifiuta una flessibilizzazione del canone annuo: flessibilizzazione significa riduzione. Se venisse comunque introdotto un tale modello, perlomeno l’importo fisso minimo dovrebbe corrispondere all’attuale importo massimo di 110 Fr./kWl.
[Art. 50a] Riduzione in caso di concessione di contributi d’investimento:
Il PLR appoggia l’avamprogetto, altrimenti, a causa dell’elevata imposizione fiscale, il contributo d’investimento confluirebbe nuovamente ai Cantoni e ai Comuni di ubicazione.
PPD e SPO invece respingono la modifica di legge. Secondo il PPD affinché siano effettuati i necessari investimenti nelle centrali elettriche esistenti e nella costruzione di nuove, servono soluzioni individuali nelle quali coinvolgere anche gli enti pubblici concedenti.
Il PVL si aspetta che nella determinazione del contributo d’investimento secondo l’articolo 26 LEne si tenga in debito conto il sussidio supplementare rappresentato dall’esenzione dal canone annuo. Di conseguenza il contributo d’investimento massimo dovrebbe essere applicato solo in casi eccezionali; diversamente vi sarebbe il rischio di un’erogazione eccessiva di sussidi.
5.3. Prese di posizione delle associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
Per l’UCS la riduzione proposta è un passo avanti nella giusta direzione; gli altre tredici partecipanti delle associazioni mantello invece la respingono. IBK chiede di prorogare l’attuale normativa in materia di canone annuo finché non sarà in vigore il nuovo modello di mercato dell’energia elettrica. Le cause degli eventuali deficit delle grandi società elettriche non sono da ricondurre al canone annuo. Secondo ACC un sostegno alle centrali idroelettriche in assenza di dati trasparenti e affidabili è una misura discutibile, tanto più che la drastica riduzione prevista delle aliquote del canone annuo provocherebbe grandi difficoltà finanziarie agli enti pubblici, spesso svantaggiati a causa della loro ubicazione marginale. Una vasta maggioranza non condivide inoltre la variante alternativa. Secondo l’UCS non è efficace né attuabile con un onere sostenibile. Oltre a ciò l’UCS auspica un sistema flessibile del canone annuo. IBK, SAB e AG Berggebiet respingono la flessibilizzazione. IBK è dell’opinione che il canone annuo non sia un prezzo di mercato, determinato unicamente dalla domanda e dall’offerta, bensì un compenso stabilito a livello politico per lo sfruttamento di una risorsa naturale. Pertanto un cambiamento della situazione di mercato non dovrebbe essere preso a pretesto per ridurre il canone annuo. Se ciononostante venisse introdotta la flessibilizzazione, la parte fissa