Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine

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Secondo ZH il modello proposto è una soluzione possibile. Ai fini della pianificazione finanziaria dei Cantoni il modello dovrebbe essere strutturato in modo che il canone annuo valido per un determinato anno possa essere determinato già all’inizio dell’anno precedente.

Poiché una normativa dei canoni annui valida a lungo termine dipende fortemente dalla nuova struttura del market design (modello di mercato dell’energia elettrica, art. 30 cpv. 5 LEne), in questa prima fase CdEN, BS, OW, VD, JU, AI, NE, CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE, TI e SZ si astengono dal prendere posizione in merito al possibile modello futuro. Anche GE e ZG rinunciano a esprimere una presa di posizione. CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE e TI ritengono inusuale porre in discussione un aspetto che esula chiaramente dall’avamprogetto. Per i Cantoni alpini è evidente che la presentazione del modello flessibile nell’ambito della procedura di consultazione e le cifre «indicative» menzionate in questo contesto pregiudicano la discussione ancora da svolgere sul nuovo modello per l’aliquota massima del canone annuo. CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE, TI e SZ vorrebbero stabilire sin d’ora con assoluta chiarezza che qualsiasi modello futuro dovrà in ogni caso poggiare perlomeno sui seguenti punti fondamentali: una trasparenza totale sui dati nei confronti dei Cantoni da parte delle aziende elettriche e delle autorità di sorveglianza nonché il rilevamento e la raffigurazione del plusvalore totale conseguibile attraverso la forza idrica. Complessivamente, secondo CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE e TI nel quadro del futuro modello dell’aliquota massima del canone annuo gli incentivi dovrebbe essere stabiliti in modo che Comuni e Cantoni siano disposti a rilasciare concessioni anche in futuro. Nell’ottica di una normativa a lungo termine, CdEN, BS, OW, VD, JU, AI e NE suggeriscono di verificare, dato il ruolo centrale della forza idrica nella Strategia energetica 2050, come la Confederazione possa partecipare alla soluzione dei problemi di redditività della forza idrica, laddove presenti. Anche CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE e TI chiedono un atteggiamento condiscendente da parte della Confederazione.

Considerati gli effetti previsti per il Cantone di Argovia, proporzionalmente più contenuti rispetto a quelli di altri Cantoni, il Consiglio di Stato rinuncia al momento a prendere posizione in merito a questa fattispecie. Anche VS non esprime un parere in merito. VS giudica irragionevole e inefficace rendere flessibile una tassa causale e ritiene che in linea di principio il canone annuo debba rimanere un compenso indipendente dal mercato. I Comuni di montagna potrebbero accettare gli interventi sul paesaggio, la rinuncia ad altri utilizzi, il rischio legato alla sicurezza e l’onere supplementare solamente se indennizzati adeguatamente – e soprattutto in modo slegato dal mercato – per lo sfruttamento della risorsa idrica. A dispetto di un’opinione ampiamente diffusa, il canone annuo non è né un sussidio né un’imposta, bensì il compenso per il conferimento di un diritto d’utilizzazione e una tassa causale che deve rimanere svincolata dal mercato.

Alcune proposte avanzate da terzi per rendere solidale il canone annuo attraverso l’applicazione di un supplemento rete vengono giudicate da CGCA, GR, NW, OW, UR, GL, BE e TI incostituzionali ed estranee al sistema.

ZH e ZG auspicano che nel contesto della perequazione finanziaria nazionale (PFN) gli introiti del canone annuo confluiscano nel calcolo del potenziale di risorse dei Cantoni. Ciò si rifletterebbe anche nel fatto che i canoni annui sono considerati nella perequazione finanziaria interna del Cantone Vallese e del Cantone dei Grigioni.

[Art. 50a] Riduzione in caso di concessione di contributi d’investimento:

GE condivide la proposta e suggerisce per i nuovi impianti un’esenzione solo parziale affinché le autorità preposte siano sufficientemente incentivate a rilasciare nuove concessioni.

Secondo CGCA GR, NW, OW, UR, GL, BE e TI la proposta di esenzione completa dal pagamento del canone annuo fino al termine della costruzione e per un periodo di dieci anni a partire dalla messa in esercizio della centrale presenta un grande limite, ossia un’inutile rigidità, in merito sia all’entità che alla durata dell’esenzione. Questi partecipanti chiedono una riduzione del canone annuo basata sull’entità e sulla durata dell’investimento effettuato, sul contributo d’investimento ottenuto e sulla potenza lorda totale. Per quanto riguarda la durata, ammettono un’esenzione massima durante il