Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine
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GGS e USIE approvano la proposta.
[Art. 7] Per corsi d’acqua internazionali:
GGS sostiene la proposta.
[Art. 51] Calcolo della potenza lorda:
GGS sostiene la proposta.
5.8. Prese di posizione delle organizzazioni ambientaliste e di protezione del paesaggio
Tutti i partecipanti si esprimono contro una riduzione del canone annuo. Anziché introdurre una normativa transitoria per tre anni, secondo Pro Natura e WWF bisognerebbe mantenere la situazione attuale fino a che entrerà in vigore il nuovo ordinamento del mercato dell’elettricità. Pro Natura, WWF, FSP e SL chiedono di creare le basi affinché almeno una parte del canone annuo sia destinata alla protezione delle risorse. Una riduzione individuale del canone annuo solo per le centrali elettriche con difficoltà economiche, secondo il WWF presuppone a monte una trasparenza totale quanto ai dati relativi alla situazione economica dei gestori delle centrali nonché la creazione di una base legale per gli stessi.
FSG si allinea alla presa di posizione della CGCA.
[Art. 49 cpv. 1, 1bis e 2 prima frase] Tasse e canone annuo:
Pro Natura, EcoSwiss, WWF, FSG, Greenpeace, FSP e SL si esprimono contro una riduzione del canone annuo in quanto ritengono che la forza idrica non necessiti di ulteriori sgravi. Una simile modifica del canone annuo in direzione di uno sgravio finanziario per le grandi aziende elettriche non è comprensibile. In una situazione di scarsa trasparenza è probabile che i risparmi derivanti dalla riduzione dei canoni annui non siano riversati nel risanamento della forza idrica. Piuttosto andrebbero a sostenere le centrali nucleari che solo in minima parte possono conseguire ricavi di mercato per coprire i loro costi di produzione e smaltimento. Questo aspetto potrebbe comportare ulteriori costi per la Confederazione che non sarebbero indirettamente finanziati attraverso sgravi della forza idrica. Ciò falsa la situazione reale dei costi. Anche per i motivi succitati Greenpeace si schiera contro una promozione o sgravi capillari per la forza idrica. Occorre mantenere l’attuale situazione fino all’entrata in vigore del nuovo ordinamento del mercato dell’elettricità. Secondo FSP il canone annuo è finalizzato soltanto a obiettivi economici e non presenta alcun vantaggio ecologico; inoltre le attuali disposizioni di legge stabiliscono soltanto l’aliquota massima del canone annuo. I Cantoni non sono affatto obbligati a sfruttare questo importo massimo: di conseguenza vi è un sufficiente margine di manovra per modifiche individuali del canone annuo. Anziché istituire una normativa transitoria per tre anni, secondo Pro Natura e WWF bisognerebbe mantenere l’attuale situazione fino all’entrata in vigore del nuovo ordinamento del mercato dell’energia elettrica. In questo contesto devono essere analizzate a fondo le condizioni quadro per la forza idrica. L’FSP giudica inconsistente una normativa transitoria.
Pro Natura, WWF, FSP e SL chiedono di creare le basi affinché almeno una parte del canone annuo sia destinata alla protezione delle risorse. La corrispondente normativa per una simile allocazione delle risorse derivanti dagli introiti del canone annuo va integrata in un nuovo articolo. Le risorse derivanti dagli introiti del canone annuo devono essere destinate alla rinaturazione e alle rivitalizzazioni dei corsi d’acqua pubblici secondo l’articolo 38a LPAc.
EcoSwiss ritiene che i canoni annui vadano ritoccati verso il basso in modo mirato e solo se inevitabile.