Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/48: Revisione della legge sulle forze idriche: normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua dopo il 2019 · 35 pagine

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Flessibilizzazione del canone annuo (soluzione a medio-lungo termine):

Questo argomento è stato commentato solamente da poco meno della metà dei partecipanti. La maggioranza dei partecipanti, in particolare gli enti pubblici beneficiari del canone annuo, come pure i partiti rappresentati nel Consiglio federale, ritiene necessario attendere l’entrata in vigore del modello di mercato prima di discutere il modello flessibile e pertanto ha rinunciato in parte a esprimersi in merito. Inoltre alcuni dei beneficiari del canone annuo sostengono che questo non vada reso flessibile. Essi spiegano che il canone annuo non costituisce un prezzo di mercato, soggetto unicamente ai meccanismi della domanda e dell’offerta, bensì un compenso stabilito a livello politico per lo sfruttamento di una risorsa. La maggioranza dei soggetti che versano il canone annuo considera assolutamente indispensabile una sua flessibilizzazione.

[Art. 50a] Riduzione in caso di concessione di contributi d’investimento:

La proposta di riduzione del canone annuo in caso di concessione di contributi d’investimento è stata commentata dal 16% dei partecipanti che versano il canone annuo e da tutti questi appoggiata. Viceversa quasi tutti i Comuni e i Cantoni partecipanti hanno respinto questa proposta.

[Art. 7] Per corsi d’acqua internazionali:

In merito alle competenze nazionali per le centrali idroelettriche di confine si sono espressi principalmente i Cantoni e, attraverso l’IBK, anche i Comuni. Inoltre cinque dei dieci Cantoni il cui territorio comprende corsi d’acqua di confine hanno commentato l’articolo 7; tutti sostengono l’inutilità di un’esplicita competenza per stipulare accordi internazionali (cpv. 2). Sette Cantoni vorrebbero che la competenza di cui al capoverso 1 fosse assegnata al Consiglio federale e non al Dipartimento. Cinque Cantoni chiedono che il Consiglio federale consideri anche le richieste dei Cantoni da cui proviene l’acqua. L’eliminazione dell’ultima frase dell’articolo 49 viene commentata e accolta con favore da quattro Cantoni.

5. Risultati della consultazione in base ai gruppi di partecipanti

5.1. Prese di posizione dei Cantoni (incl. CdEN e CGCA)

La maggioranza dei Cantoni, come pure la CdEN e la CGCA, respingono la proposta riduzione del canone annuo. La CGCA e undici Cantoni chiedono in modo esplicito di mantenere il canone annuo a 110 Fr./kWl fino all’entrata in vigore del nuovo modello di mercato. Solamente SG, BL, AR e ZH sono favorevoli a un immediato sgravio e quindi a una riduzione dei canoni annui a partire dal 2020. Anche la variante alternativa viene rifiutata da una larga maggioranza. Tuttavia nel quadro della politica di collaborazione con le aziende elettriche sarebbero disposti a prendere in esame misure di sostegno con una proroga. SH e ZG sono favorevoli alla variante alternativa. Secondo la maggior parte dei Cantoni la discussione sulla flessibilizzazione del canone annuo è prematura: una modifica del sistema del canone annuo non può essere esaminata in assenza di un nuovo modello di mercato (market design), ancora da elaborare. È importante che il futuro sistema del canone annuo includa incentivi affinché i Comuni e i Cantoni siano ancora disposti a rilasciare le concessioni. VS sostiene che il canone annuo debba rimanere un compenso indipendente dal mercato. ZH e ZG auspicano che nel contesto della PFN gli introiti del canone annuo confluiscano nel calcolo del potenziale di risorse dei Cantoni. Anche la riduzione in caso di concessione di contributi d’investimento è respinta da una vasta maggioranza. Questa sostiene che la normativa proposta presenta un’inutile rigidità, sia per quanto riguarda l’entità che la durata dell’esenzione; inoltre il tema è già stato discusso e rigettato nell’ambito delle consultazioni parlamentari sulla LEne. Infine esiste il rischio che l’esenzione dal canone annuo proposta sia considerata dall’UE come un aiuto statale: tale regolamentazione potrebbe quindi risultare in conflitto con un futuro accordo sull’energia elettrica fra la Svizzera e l’UE. Cinque dei dieci Cantoni il cui territorio comprende corsi d’acqua di confine hanno commentato l’articolo 7: tutti si esprimono negativamente in merito alle proposte. Cinque di loro, come pure la