Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/49: Legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari · 38 pagine

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misura significativa e incida ulteriormente sulla loro capacità concorrenziale a livello internazionale. Tenuto conto degli altri progetti prioritari attualmente in agenda che comportano oneri finanziari supplementari per le imprese, i lavoratori e i consumatori (risanamento dell’AVS, modifiche sostanziali nella previdenza professionale, costi crescenti delle prestazioni complementari e delle casse malati), l’introduzione di un congedo di assistenza non è considerata prioritaria. Qualora si decidesse comunque di introdurre un congedo di questo tipo, andrebbe definito in dettaglio cosa si intende per «parenti», «persone prossime» e «figli con gravi problemi di salute».

Secondo GR, le misure proposte comportano costi ingenti e implicano nuove limitazioni per le imprese e i datori di lavoro. Considerando che già oggi è possibile beneficiare di congedi brevi, di regola anche retribuiti conformemente all’obbligo di continuare a pagare lo stipendio, il Cantone si chiede se una nuova normativa in materia sia veramente necessaria: dato che già il diritto del lavoro attuale prevede diverse soluzioni per i lavoratori che curano e assistono figli e familiari, GR dubita che, in un’ottica d’insieme, la nuova legge apporti un valore aggiunto sufficiente. In linea di principio, un congedo per assistere i propri figli è visto con favore; andrebbero però riesaminate l’articolazione dell’avamprogetto, la necessità del finanziamento tramite le IPG e anche le ripercussioni.

3.2 Partiti politici e sezioni di partito

PBD e PPD sostengono l’avamprogetto nel suo complesso. Per PSS, PS60+ e PES l’avamprogetto va nella giusta direzione, anche se le misure proposte non sono considerate sufficienti. PLR e pvl lo approvano con alcune riserve, mentre l’UDC lo respinge in toto. L’UDC è dell’avviso che occorra privilegiare soluzioni individuali e reputa inaccettabile gravare le IPG con oneri supplementari. Un diritto acquisito a un periodo di assenza fisso dal posto di lavoro costituirebbe un problema notevole in particolare per le piccole e medie imprese.

Secondo il PBD, l’evoluzione demografica farà sì che in futuro sempre più persone saranno chiamate ad assisterne altre e a prestar loro cure. Alla luce delle nuove forme di vita in comune e del numero crescente di donne che esercitano un’attività lucrativa, reputa inoltre necessario un riorientamento dell’assistenza ai familiari. Per il PBD, le disposizioni previste nell’avamprogetto assicurano la certezza del diritto, uno sgravio del sistema sanitario, un sostegno finanziario e più tempo per chi assiste i propri familiari nonché la fine della discriminazione delle unioni extraconiugali in quest’ambito. A suo avviso, però, occorre impedire che l’obiettivo di una migliore conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari si traduca in un onere supplementare unilaterale per le donne e metta quindi a rischio la loro integrazione nel mondo del lavoro.

Il PPD ritiene che le famiglie debbano avere la possibilità di scegliere le soluzioni su misura più adatte a loro per conciliare la vita familiare e quella professionale ed essere messe nelle condizioni di agire in modo responsabile. Per fare ciò, necessitano tuttavia di un contesto quadro che offra loro prospettive socioeconomiche favorevoli. A tale proposito, il PPD sottolinea che l’attuale avamprogetto del Consiglio federale rafforza l’assistenza ai familiari e costituisce un passo importante, che consente di conciliare meglio l’esercizio di un’attività lucrativa e compiti di assistenza e cura. Secondo il PPD, questo miglioramento contribuisce anche a mantenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, dato che sono soprattutto queste ultime a prestare assistenza e cure ai familiari.

Il PLR riconosce che l’avamprogetto risponde a un bisogno esistente e che in certi casi chi assume compiti di assistenza e cura rischia di ritrovarsi in condizioni di povertà. Al contempo, ritiene però che orari di lavoro flessibili e il telelavoro consentano di conciliare meglio vita privata e professionale e contribuiscano in misura significativa a migliorare la situazione delle famiglie, ragion per cui l’intervento dello Stato deve limitarsi a situazioni chiaramente definite. Secondo il PLR, le condizioni per la concessione di congedi di breve o lunga durata devono essere notevolmente più restrittive per mantenere i costi entro limiti accettabili. Per quanto concerne l’estensione del diritto agli accrediti per compiti assistenziali, il partito si dichiara contrario.