Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/49: Legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari · 38 pagine
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L’USAM respinge in toto l’avamprogetto, poiché ritiene che le aziende sarebbero costrette a fare i conti con molte più assenze dal lavoro, il che creerebbe problemi organizzativi alle PMI; inoltre l’avamprogetto comporterebbe costi supplementari notevoli, che in ultima analisi andrebbero a carico delle aziende. Secondo l’USAM, un ampliamento delle prestazioni così oneroso e di ampie proporzioni è inaccettabile per l’economia, ragion per cui occorre privilegiare soluzioni su misura concordate di volta in volta tra datori di lavoro e lavoratori.
Anche le restanti associazioni padronali (GastroSuisse, cp, SSIC, CPIH, Handelskammer beider Basel, CCIG, Forum PMI, Datori di Lavoro Banche e Hotelleriesuisse) sono contrarie all’avamprogetto. Pur riconoscendo la necessità di conciliare l’assistenza ai familiari con l’esercizio di un’attività lucrativa, esse sottolineano che i datori di lavoro si assumono già le proprie responsabilità in quest’ambito. A loro avviso, l’avamprogetto minerebbe le misure volontarie delle imprese, che consentono di trovare soluzioni adeguate alle diverse situazioni e ai vari settori economici; inoltre l’aumento delle spese salariali accessorie comporterebbe un aumento del costo del lavoro. Groupe Mutuel si oppone all’avamprogetto nella sua forma attuale, chiedendo in particolare di circoscrivere meglio la portata delle misure e di tenere maggiormente conto dei principi della protezione dei dati.
USC, USDCR, H+, Publica, BPW Switzerland e FMH approvano le misure proposte. BPW Switzerland rileva che il problema di conciliare l’assistenza ai familiari con l’esercizio di un’attività lucrativa riguarda in particolare le donne. L’avamprogetto riduce la pressione sociale ed economica sulle coppie e ne rafforza la libertà di scelta. Alla luce della carenza di personale qualificato, la FMH reputa che in futuro questo tema assumerà un’importanza ancora maggiore. H+ esprime riserve unicamente per quanto concerne la protezione dal licenziamento.
USS, Travail.Suisse, SSP, CNPC, INSOS e ASI approvano di principio l’avamprogetto, ma auspicano misure più incisive. Constatando la crescente necessità di prestazioni di cura e assistenza, l’USS è dell’avviso che tali prestazioni debbano essere di buona qualità e accessibili a tutti a un costo sostenibile. Per questo motivo, a suo parere occorre ampliare il servizio pubblico nel settore di assistenza e cura. Constatando che una buona parte delle persone bisognose di cure è però assistita da familiari, l’USS approva l’impostazione di fondo delle tre misure previste dall’avamprogetto, i cui costi sono considerati trascurabili. La portata delle misure è tuttavia reputata insufficiente. Le brevi assenze dal lavoro andrebbero prolungate, soprattutto per le famiglie monoparentali. Per i figli con gravi problemi di salute dovuti a malattia o infortunio, il numero massimo di indennità giornaliere versate dovrebbe essere aumentato. Inoltre occorre elaborare soluzioni per i familiari di adulti malati o infortunati. Travail.suisse condivide l’impostazione di fondo dell’avamprogetto e le tre misure previste per agevolare la conciliabilità tra lavoro e attività di assistenza e cura. Le misure in questione sono indispensabili e rispondono a reali necessità delle persone che lavorano, come pure alle esigenze dei datori di lavoro e dell’economia. Nel contempo deplora che non siano stati presi in considerazione i bisogni dei familiari assistenti senza attività lucrativa e delle persone in formazione.
3.4 Altri ambienti interessati
L’avamprogetto è sostenuto di principio da numerose organizzazioni dei settori sanitario e
sociale (Careum Forschung, Promozione Salute Svizzera, Pro Senectute, VASK, CRS, Cancro infantile in Svizzera, Pro Familia, SGPG, Entlastungsdienst Schweiz AG/SO, Lega svizzera contro il cancro, leghe contro il cancro dei Cantoni ZG, VD, VS, BE, Pro Single Schweiz, IGSK, ASP, CI-Proches aidants, Sa’ges, Cerebral, Kosek/ProRaris, Lega polmonare svizzera, Alz-CH, FARES), organizzazioni per l’uguaglianza fra donna e uomo (alliance F, FPS, COFF, CFQF, USDCR, SKF, CSP, NGONG, Frauenzentrale Zürich) e organizzazioni in favore delle persone con disabilità (AGILE.CH, Inclusion Handicap, insieme, Pro Infirmis, HIKI, epi suisse, Intensiv-kids, angelman, SBH e visoparents).
Tutte queste organizzazioni sono unanimi nell’affermare che l’avamprogetto non è abbastanza incisivo, poiché mancano disposizioni per i familiari assistenti che non esercitano un’attività lucrativa e per chi si occupa a lungo (per diversi anni) di malati cronici.
Soprattutto le organizzazioni per l’uguaglianza fra donna e uomo e quelle in favore delle
persone con disabilità deplorano l’assenza di condizioni quadro vincolanti che consentano, se del caso, di ridurre il grado d’occupazione per provvedere all’assistenza ai familiari e di