Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/17: Revisione parziale dell'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2) a seguito del collegamento dei sistemi di scambio di quote di emissioni svizzero ed europeo · 26 pagine
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Referenz/Aktenzeichen: S122-0434
I gestori di centrali termoelettriche a combustibili fossili finora erano svantaggiati rispetto ai gestori europei per via dell’obbligo di compensazione integrale delle emissioni di gas a effetto serra, poiché la normativa comportava costi di CO2 elevati in ragione dell’obbligo di compensazione nazionale parziale. Con il coinvolgimento nel SSQE questo svantaggio dovrebbe venir meno. I costi del CO2, tuttavia, rispetto alla situazione per i gestori di centrali europei, restano ancora estremamente elevati, poiché la tassa sul CO2 per i combustibili in base a una nuova normativa di legge non è rimborsata integralmente, bensì facendo la differenza con un prezzo minimo. Il prezzo minimo deve orientarsi ai costi esterni per l’emissione di gas a effetto serra meno i costi per i diritti di emissione consegnati. Lo studio più recente dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) fissa i costi esterni per tonnellata di CO2 a 121,50 franchi per l’anno 2015.19 Con una tassa sul CO2 di 96 franchi e costi esterni pari a 121,50 franchi per tonnellata di CO2, a un prezzo di 10 franchi a tonnellata di CO2 per i diritti di emissione il prezzo minimo sarebbe pari a 111,50 franchi; in tal caso, la tassa sul CO2 non sarebbe rimborsata (il gestore paga 96 + 10 = 106 franchi per tonnellata di CO2). Al prezzo di 30 franchi a tonnellata di CO2 per i diritti di emissione, il prezzo minimo sarebbe pari a 91,50 franchi; in questo caso sarebbero rimborsati 4,50 franchi della tassa sul CO2 pagata (il gestore paga 96 + 30 - 4.50 = 121.50 franchi per tonnellata di CO2, ovvero i costi esterni stimati).
4.4 Ripercussioni per l’ambiente
Le emissioni di gas serra dell’aviazione crescono con forza. L’ICAO stima che le emissioni di CO2 dell’aviazione civile internazionale aumenteranno tra il 400 e il 600 per cento entro il 2050 rispetto al 2010.20 Secondo uno studio21, il coinvolgimento dell’aviazione nel SSQE svizzero dovrebbe frenare leggermente la crescita di emissioni attesa su voli da e per la Svizzera. Rispetto allo scenario «business as usual» (incremento delle emissioni di CO2 da 13 milioni di tonnellate nel 2020 a 17,1 milioni nel 2030), le emissioni nel 2030 scenderebbero di 0,1 milioni di tonnellate, giungendo a 17 milioni di tonnellate. Queste ripercussioni sono descritte nel messaggio di autorizzazione all’accordo.
Occorre però ricordare che tutte le emissioni di CO2 dell’aviazione coperte nel SSQE svizzero (voli nazionali e voli dalla Svizzera verso lo SEE) devono essere coperte con diritti di emissione provenienti dal SSQE collegato. Poiché la quantità massima di diritti disponibili per l’aviazione nel SSQE svizzero ha un tetto, la crescita dell’aviazione grazie a ulteriori riduzioni in altri settori nel SSQE deve essere compensata (ad es. nel settore elettrico europeo), Osservando dal prisma del SSQE collegato, nel complesso le emissioni si riducono senza sosta, in linea con le quantità disponibili di diritti di emissione.
La stessa logica vale anche per eventuali nuove centrali termoelettriche a combustibile fossile. Se il SSQE funziona senza intoppi, queste non dovrebbero avere in giornata emissioni aggiuntive, poiché esse sono compensate da altri partecipanti al SSQE collegato.
19 Ufficio federale dello sviluppo territoriale (2018): Externe Kosten und Nutzen des Verkehrs in der Schweiz. Strassen-, Schienen-, Luft- und Schiffsverkehr 2015.
20 ICAO (2016): Environmental Report 2016. Disponibile su www.icao.int > Environmental Protection > Publications
21 Infras (2016): Auswirkungen eines EHS-Linkings für den Bereich Luftfahrt. Aktualisierung für die Schweiz 25/26 233.11-00008/00006/00002/S122-0434