Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/96: Revisioni parziali di quattro ordinanze d’esecuzione della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT) · 25 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione
Articolo 4a
LU accoglie con favore la definizione precisa del periodo di una sorveglianza retroattiva. BE chiede di modificare il tenore della disposizione in modo che sia univoca e comprensibile. GE afferma che il metodo di calcolo presentato per determinare da quando parte il periodo di sei mesi è in linea di principio comprensibile, ma complicato dal punto di vista pratico e propone quindi di utilizzare un numero fisso di giorni (ad esempio 182 giorni) invece di un numero di mesi. Anche asut, Sunrise e Swisscom preferiscono un numero di giorni, ma propongono di adottare un periodo di 185 giorni in modo da avere margine di manovra per l'implementazione in caso di fine settimana o giorni festivi. ZH si chiede se sia sensato collegare il calcolo del termine del periodo di conservazione dei metadati alla ricezione dell'ordine da parte del Servizio SCPT e non alla sua emissione, poiché nel caso di una spedizione postale (piuttosto rara), il termine dipende dalla durata dell’invio postale.
Articolo 11 capoverso 1
pvl, Hostpoint, Init7, Proton, Threema, Swico, Syndicom e USS chiedono lo stralcio delle lettere a e b. In linea di principio, le richieste al di fuori degli orari d’ufficio ordinari e nei giorni festivi dovrebbero essere evitate per quanto possibile, motivo per cui le prestazioni al di fuori dell’orario di lavoro ordinario andrebbero limitate allo stretto necessario e urgente. Inoltre, per loro non è chiaro il motivo per cui si debba applicare un termine più breve nei fine s ettimana e nei giorni festivi e sostengono che la riduzione dei tempi di reazione delle imprese interessate comporta in genere un onere aggiuntivo oltre a prevedere ora un servizio di picchetto. LU accoglie con favore la proposta di regolamentazione del servizio di picchetto, compresi i termini di trattamento, ritenendola in linea con i requisiti. VD spiega che il termine di due giorni lavorativi, previsto per i FST con obblighi di sorveglianza ridotti (art. 51 OSCPT) e i FSCD con obblighi di sorveglianza supplementari (art. 52 OSCPT), potrebbe causare problemi in caso di emergenza. Propone quindi di optare per POC che già dispongono di un servizio di picchetto e di inserire questa disposizione nell'articolo 5 OE-SCPT. BE chiede che il tenore della lettera a sia modificato così da includere il contenuto della lettera b e di abrogare quest’ultima, che diventa quindi obsoleta.
Articolo 18 capoverso 2
Molti partecipanti51 si lamentano del fatto di essere obbligati a fornire altre informazioni in forma automatizzata senza essere indennizzati per questo. Chiedono che la forma automatizzata sia prevista come opzione e non come requisito obbligatorio. Spiegano che la forma automatizzata non riduce di per sé il personale e i costi, ma deve prima essere implementata e mantenuta, con conseguenti costi di investimento per le POC. Inoltre, la fornitura manuale di informazioni garantisce che eventuali domande abusive (p. es. domande a sfondo politico provenienti dall'estero) siano riconosciute e le informazioni non vengano trasmesse. PPS e PP Berna temano che, a causa di questa ulteriore semplificazione, vengano presentate domande in massa da parte delle autorità di perseguimento penale.
Articolo 19 capoverso 1
Il previsto obbligo di identificazione degli utenti con mezzi adeguati è criticato da pvl, PPS, Hostpoint, Proton, Threema e Syndicom, nonché da USS e da alcuni privati, in quanto sarebbe in contraddizione con il modello d’affari di alcune imprese svizzere, che sarebbero di fatto soggette a obblighi di informazione e sorveglianza supplementari.
51 asut, CCC-CH, Salt, Hostpoint, Proton, Sunrise, Swico, Swisscom, Syndicom, Threema, Init7, Digitale Gesellschaft, pvl, Operation Libero, pEp Stiftung, PPS, PP Berna, GDS, FSA, usam, dirittifondamentali.ch