Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/26: Modifica della legge militare, dell’ordinanza dell’Assemblea federale sull’amministrazione dell’esercito e dell’organizzazione dell’esercito · 30 pagine
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Modifica della legge militare e dell’organizzazione dell’esercito
Rapporto sui risultati della procedura di consultazione
della pace armato, il servizio d’appoggio all’estero, la delegazione di competenze nell’organizzazione dell’esercito e il rimborso delle spese di formazione.
I VERDI Svizzeri si esprimono molto criticamente a proposito del disegno. Chiedono di prevedere eccezioni nel disciplinamento dell’obbligo di restituzione delle spese di formazione. Si dichiarano favorevoli a misure che consentano di conciliare meglio il servizio militare con la vita professionale e privata. Si oppongono alla revisione dell’articolo 6b OEs; gli effettivi attuali dell’esercito non rispettano le basi legali e sono da tempo contrari alla legge. Il sistema del servizio militare obbligatorio rappresenta una costrizione che ricorre ogni anno per migliaia di persone.
SSU, AUSMG, ASF e Chance Svizzera sono favorevoli in generale a qualsiasi sforzo volto ad aggiornare e flessibilizzare il sistema di istruzione e servizio militari (compresi i progetti pilota). Approvano anche la creazione di una piattaforma di informazione digitale, l’estensione della requisizione al settore ciber e dell’armamento per l’autodifesa negli impegni per la promozione della pace e l'adeguamento dell’OEs agli effettivi reali nell’attuale situazione di minaccia.
ASM e Alleanza Sicurezza Svizzera apprezzano di principio gli adeguamenti proposti, ma criticano l’insufficiente considerazione del drastico deterioramento delle condizioni di sicurezza in Europa. La revisione in corso avrebbe permesso di integrare provvedimenti immediati nell’ambito dell’OEs e dei processi d’acquisto. Il recupero della capacità di difesa rappresenta un’urgente necessità.
Economiesuisse, USI e ASA si dichiarano favorevoli al disegno, che affronta le nuove situazioni di minaccia ibride e prevede possibilità di reazione per la difesa del Paese sinora inaccessibili. In particolare, l’adeguamento delle norme sulla requisizione militare in situazioni straordinarie per i beni immateriali rappresenta un importante passo avanti. Ma per tutte le misure, è essenziale tener conto adeguatamente della ponderazione degli interessi in caso di crisi, della certezza del diritto e della certezza pianificatoria. La proposta nuova disposizione riguardante la continuità d’esercizio e la resilienza delle catene d’approvvigionamento militari deve essere ripensata in questo senso. In particolare, occorre riconoscere una maggiore importanza alla certezza del diritto e alla protezione degli investimenti. Nelle situazioni di crisi, occorre prevedere una collaborazione rafforzata tra esercito ed economia privata, più proficua rispetto alle misure previste dal disegno.
L’USAM è contraria al disegno; in particolare, lamenta la mancanza di un coordinamento adeguato tra l’inizio della scuola reclute e la fine della formazione professionale. La prevista flessibilizzazione dei servizi e delle date è approvata per quanto rimanga nel reciproco interesse della società civile e dell’esercito. La norma di delega per l’organizzazione militare è accolta con scetticismo, poiché rientra nelle competenze del Parlamento. L’estensione degli strumenti di requisizione ai «beni immateriali» è contestata, le ingerenze previste nella proprietà privata sono troppo