Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/89: Controprogetto indiretto (modifica della legge sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» · 27 pagine
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Le seguenti spiegazioni si basano su questo rapporto, redatto da esperti del Paul Scherrer Institut (PSI), del Politecnico di Zurigo e dell’EPFL di Losanna.
1.4.1 Stato della tecnica Stato dei reattori ad acqua leggera della generazione III/III+
I reattori di generazione III/III+ rappresentano un’evoluzione delle centrali nucleari basate sulla stessa tecnologia dei reattori ad acqua leggera (LWR) utilizzata negli impianti correntemente in uso; tuttavia, i nuovi reattori si differenziano per le avanzate caratteristiche di sicurezza e per le innovazioni strutturali, progettate alla luce delle lezioni apprese dai tre principali incidenti nucleari della storia22. A dicembre 2023 erano in uso 38 grandi unità LWR della generazione III/III+; dei 60 reattori attualmente in fase di costruzione, 51 sono grandi LWR della generazione III/III+. Sono già state commissionate ulteriori unità o aperti i relativi bandi di gara (ad es. tre unità in Polonia, due unità nel Regno Unito, una nella Repubblica Ceca ecc.) e diverse altre sono in fase di pianificazione.
Stato dei piccoli reattori modulari SMR
Gli «small modular reactors» (SMR) sono reattori moderni con una potenza nominale massima pari a 300 MWe23 per unità. Sono progettati per la costruzione in fabbrica e il trasporto nel luogo di impiego e di norma vengono installati sotto terra. L’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE (AEN) parte dal presupposto che gli SMR costituiranno fino al 9 per cento della capacità di tutte le nuove centrali nucleari entro il 203524. Attualmente sono in funzione 10 SMR in Russia e Cina e molti altri sono in fase di costruzione o in attesa di approvazione (USA, Canada).
Stato della tecnologia dei microreattori
Negli ultimi sette anni si è delineata una tendenza verso i cosiddetti microreattori, impianti progettati per generare energia elettrica fino a circa 10 MWe. Molti di questi vengono sviluppati negli Stati Uniti. Questi reattori, interamente realizzati in fabbrica e alloggiati in un container ISO per il trasporto verso il luogo di impiego, sono progettati per operare in modo continuativo per 5–10 anni o più, senza necessitare di rinnovo del combustibile. Possono funzionare in modo indipendente, come parte della rete elettrica o all’interno di una microrete. Possono essere impiegati in aree isolate (p. es. in siti minerari) o fornire corrente e calore a stabilimenti industriali energivori (p. es. desalinizzazione dell’acqua di mare, produzione dell’idrogeno ecc.). Tuttavia, sono interessanti anche per i settori industriali che necessitano di un certo grado di indipendenza dalla rete elettrica per la sicurezza dell’approvvigionamento. Il raffreddamento avviene tramite gas (elio), metallo liquido, sali fusi o tubi di calore (per il sodio) (heat pipes).
Stato della generazione IV e dei reattori non ad acqua leggera
I reattori non refrigerati ad acqua sono stati concepiti per aumentare l’efficienza, sia migliorando il rendimento termodinamico sia ottimizzando l’utilizzo del combustibile,
22 International Atomic Energy Agency, «Safety of nuclear power plants: design, IAEA Safety Standards Series No.SSR-2/1», 2016.
23 MWe: megawatt elettrico.
24 Nuclear Energy Agency, «Small Modular Reactors: nuclear energy market potential for near-term deployment», NEA No. 7213, OECD, 2016.