Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/89: Controprogetto indiretto (modifica della legge sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» · 27 pagine
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2 Diritto comparato, in particolare rapporto con il diritto europeo
La politica energetica dell’Unione europea è disciplinata dall’articolo 194 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)40. Si basa sui principi di decarbonizzazione, competitività, sicurezza dell’approvvigionamento e sostenibilità. In quest’ottica, nella sua visione strategica a lungo termine del 2018, l’UE ha affermato che l’energia nucleare è una forma di energia a emissioni zero e che le energie rinnovabili, insieme all’energia nucleare, costituiranno la colonna portante di un sistema elettrico europeo privo di CO₂ nel 205041.
Ogni Stato membro dell’UE ha il diritto di «determinare le condizioni di utilizzo delle sue fonti energetiche, la scelta tra varie fonti energetiche e la struttura generale del suo approvvigionamento energetico» (art. 194 par. 2 TFUE). In questo contesto, gli Stati membri possono decidere liberamente come comporre il proprio mix elettrico e le forme di produzione di energia elettrica consentite.
I singoli Stati membri hanno quindi un approccio non uniforme nei confronti dell’energia nucleare (cfr. punto 1.4.4). Diversi Paesi, come Austria, Danimarca e Irlanda, hanno scelto di non utilizzare l’energia nucleare. L’Italia e la Germania hanno abbandonato questo tipo di energia rispettivamente nel 1990 e nel 2023. Spagna e Belgio hanno deciso di uscire dal nucleare, tuttavia il Belgio ha concordato con l’esercente di due centrali nucleari di prolungarne la durata di vita fino al 2035, partecipando altresì con un contributo finanziario. Numerosi Stati membri dell’UE come Francia, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, invece, continuano a consentire l’uso di energia nucleare. Molti Paesi (oltre a quelli già citati: Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) hanno in programma di potenziare l’energia nucleare per garantire il proprio approvvigionamento energetico e raggiungere gli obiettivi climatici. La Polonia intende iniziare a utilizzare l’energia nucleare.
3 Sviluppi politici in merito all’energia nucleare in Svizzera
In Svizzera, tra il 1969 e il 1984 sono entrate in funzione cinque centrali nucleari situate in quattro luoghi differenti. Dopo la messa fuori esercizio definitiva della centrale di Mühleberg, restano operativi quattro impianti, ubicati in tre diversi siti. Quest’anno tutte le centrali rimanenti raggiungeranno i 40 anni di attività, entrando così nella cosiddetta fase di esercizio a lungo termine. Esse dispongono tutte di una licenza d’esercizio a tempo indeterminato e possono rimanere operative finché sono sicure. L’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), autorità di sorveglianza indipendente, controlla costantemente che la sicurezza venga garantita.
3.1 Retrospettiva: introduzione del divieto di costruire nuove centrali nucleari
In seguito all’incidente al reattore di Fukushima, verificatosi in Giappone nel 2011, il Consiglio federale aveva incaricato il DATEC di rivedere la strategia energetica e di
40 Disponibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/treaty-on-the-functioning-of-the-european-union.html
41 «Visione strategica europea a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra», COM(2018) 773 final.