Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/89: Controprogetto indiretto (modifica della legge sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» · 27 pagine

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nonché per ridurre ulteriormente la quantità di scorie altamente radioattive, chiudendo così il ciclo del combustibile nucleare.

Stato della tecnologia di fusione

La fusione nucleare racchiude un enorme potenziale come fonte energetica futura, tuttavia si trova ancora in fase sperimentale e un impianto dimostrativo funzionante per la produzione di energia elettrica deve ancora essere testato. Pertanto, al momento, la fusione resta ancora molto lontana dalle applicazioni commerciali. Si prevede che questa tecnologia non avrà un ruolo significativo negli scenari energetici prima del 2050.

1.4.2 Costi dell’energia nucleare

Secondo le stime dell’attuale rapporto di monitoraggio sull’energia nucleare25 del PSI, i costi di produzione dell’energia elettrica delle nuove centrali nucleari si attestano tra i 7 e i 12 centesimi per kWh. Fintantoché il periodo di costruzione rimane inferiore agli 8 anni, è possibile contenere i costi di produzione a 7 centesimi26. Secondo gli autori del rapporto, questo valore rientra nel quadro dei costi di produzione attuali e futuri per le fonti di energia rinnovabili e le centrali idroelettriche esistenti in Svizzera. A seconda del tipo di reattore, per un impianto con una potenza di 1 GW solo i costi di costruzione sono compresi tra i 4 e i 7 miliardi di franchi. Sono esclusi i costi per lo smaltimento delle scorie, ad esempio per l’immagazzinamento finale. Attualmente, i costi di produzione delle quattro centrali nucleari svizzere si situano tra i 4 e i 5,5 ct./kWh. Un esercizio a lungo termine di questi impianti, esteso su 60 anni, comporterebbe un incremento massimo dei costi di produzione dell’elettricità pari a un centesimo27. Esempi recenti da Paesi esteri mostrano che i costi possono arrivare a cifre molto più alte: la costruzione dei reattori EPR di terza generazione a Olkiluoto (Finlandia) e Flamanville (Francia), ad esempio, ha comportato una spesa rispettivamente di circa 11 e 13,2 miliardi di euro. Inoltre, essi sono stati messi in funzione con grande ritardo. In generale, si può affermare che i potenziali costi di investimento per la costruzione di nuove centrali nucleari in Svizzera sono caratterizzati da notevoli incertezze.

Lo studio in oggetto condotto dallo PSI mette in evidenza che il concetto di costi di produzione dell’elettricità ha una valenza limitata in un sistema energetico sempre più complesso, caratterizzato da una quota crescente di energie rinnovabili variabili. Pertanto, non si dovrebbero considerare solo i costi per generare energia elettrica con le tecnologie di generazione, ma anche i costi di sistema complessivi (costi di compensazione, costi di potenziamento della rete, costi di backup). In tale ottica, gli autori riconoscono il vantaggio dell’energia nucleare, che fornisce una preziosa energia di banda. Osservano inoltre che la sfida rappresentata dagli elevati costi di capitale delle grandi centrali nucleari è attenuata dalla tecnologia dei piccoli reattori modulari (SMR) e, in gran parte, superata dai microreattori. I costi totali di questi ultimi sono paragonabili a quelli degli impianti solari alpini. Secondo gli autori dello studio, altri fattori contribuireb-

25 Technology Monitoring of Nuclear Energy 2024, PSI, ETHZ, EPFL.

26 Technology Monitoring of Nuclear Energy 2024, PSI, ETHZ, EPFL, pag. 13.

27 Langzeitbetrieb von Kernkraftwerken 2024, UFE.