Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/89: Controprogetto indiretto (modifica della legge sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» · 27 pagine

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bero a ridurre i costi di costruzione delle nuove centrali nucleari, ovvero il completamento di componenti chiave prima dell’inizio dei lavori, la presenza di una catena di fornitura consolidata, l’accesso a manodopera qualificata e un quadro normativo stabile.

Il tempo di costruzione medio (escluse le procedure a monte per l’autorizzazione delle centrali nucleari) per i 38 reattori della nuova generazione III/III+ operativi nel mondo si attesta a 7,7 anni, con una mediana di 8 anni. In confronto, il tempo di costruzione medio per i 413 reattori della generazione II e III ammonta in totale a 7,5 anni, con un valore mediano di 6,3 anni. Secondo il rapporto dello PSI, in presenza di una catena di fornitura funzionante per i componenti chiave, è tecnicamente possibile fornire un sistema chiavi in mano in meno di 6 anni. Uno studio28 condotto nel 2008 ha stimato il tempo di costruzione di una nuova centrale nucleare in Svizzera in 5 anni (escluse le procedure a monte). Tuttavia, la realizzazione di un nuovo progetto di centrale nucleare in Svizzera potrebbe richiedere anche fino a vent’anni. La revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari avrebbe tuttavia il vantaggio di fornire una «garanzia effettiva» tecnologicamente neutrale per la produzione di energia elettrica, qualora le fonti rinnovabili non riuscissero a soddisfare pienamente il fabbisogno futuro di energia elettrica.

1.4.3 Gestione dei rifiuti radioattivi

In Svizzera, tutti i costi associati allo smaltimento delle scorie radioattive (art. 31 LENu) sono a carico degli esercenti delle centrali nucleari. I costi di disattivazione e smaltimento delle scorie radioattive sono finanziati tramite i contributi che questi versano nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento (STENFO) (art. 77 cpv. 3 LENu). L’obiettivo di questi fondi è coprire integralmente i costi di disattivazione delle centrali nucleari e di smaltimento delle scorie radioattive (art. 77 cpv. 1 e 2 LENu). Alla fine del 2023, le riserve del Fondo di disattivazione ammontavano a 2749 milioni di franchi, quelle del Fondo di smaltimento a 5972 milioni29. Si tratta di fondi indipendenti, ovvero non vincolati agli esercenti, e soggetti alla vigilanza del Consiglio federale (art. 81 cpv. 1 LENu). Le previsioni di costo per la disattivazione e lo smaltimento vengono aggiornate ogni cinque anni e, se necessario, adeguate (art. 4 dell’ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento, OFDS30). Come è noto, dal settembre 2022 la Società cooperativa nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive (Nagra) sta pianificando la realizzazione di un deposito di scorie radioattive in strati geologici profondi nell’area di Nördlich Lägern (Comune di Stadel, Cantone di Zurigo). A novembre 2024 ha presentato la relativa domanda di autorizzazione di massima. Con tale autorizzazione il Consiglio federale definirà, tra l’altro, il sito e la capacità massima di immagazzinamento. Nella sua domanda, la Nagra presuppone che le attuali centrali nucleari rimarranno operative per 60 anni. Tuttavia, poiché il loro esercizio può essere prorogato finché soddisfano i requisiti di sicurezza, la domanda prevede anche

28 Kosten neuer Kernkraftwerke, 2008, Prognos AG.

29 STENFO, Jahresbericht 2023, punto 2.8.1, disponibile su www.stenfo.ch

30 RS 732.17