Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/89: Controprogetto indiretto (modifica della legge sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» · 27 pagine
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Alla luce di queste grandi sfide (obiettivo del saldo netto pari a zero, aumento del fabbisogno di energia elettrica dovuto alla decarbonizzazione del sistema energetico, la costante crescita demografica, il progressivo accoppiamento settoriale, difficoltà di natura economica tecnica e politica per il potenziamento delle energie rinnovabili), è opportuno definire la futura produzione di energia in Svizzera con diversi tipi di tecnologie. L’UFE sta lavorando alla preparazione di nuove Prospettive energetiche, esplorando diversi scenari che includono anche l’impiego della tecnologia nucleare per la produzione di energia elettrica. Questo per il caso in cui il potenziamento delle energie rinnovabili non dovesse procedere nella misura necessaria. Le prospettive presentano vari percorsi per l’approvvigionamento energetico, che permettono di trasformare il sistema energetico in un modello a emissioni nette pari a zero nel lungo termine, garantendo una fornitura sicura, affidabile ed economica, con la minor quantità possibile di emissioni di CO2. Le Prospettive saranno pubblicate presumibilmente nel 2027.
In linea di principio, il finanziamento di nuovi impianti per la produzione di energia (comprese le centrali nucleari) è di competenza degli esercenti. I fornitori di energia svizzeri hanno accolto con favore il potenziamento delle energie rinnovabili e investono in queste tecnologie con il sostegno statale. Il settore proseguirà su questa strada, anche grazie al quadro normativo definito dal Parlamento e dal Popolo. Attualmente in Svizzera non sono previsti nuovi progetti di centrali nucleari. Va considerato inoltre che attualmente nel Paese manca la manodopera qualificata necessaria per la progettazione, la costruzione e l’esercizio di nuove centrali nucleari. Questo rende ancora più importante la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari, come segnale per la nuova generazione di manodopera qualificata. L’attuale divieto dissuade infatti molti giovani a intraprendere un percorso formativo nel settore dell’energia nucleare. La ricerca dell’Amministrazione federale, compresi i programmi specifici per la sicurezza dell’energia nucleare (cfr. in particolare art. 83 e 86 LENu e art. 77 dell’ordinanza sull’energia nucleare; RS 732.11), consente ormai da anni di motivare i ricercatori a lavorare in questo settore. Tuttavia, è evidente che il numero fortemente limitato di posti disponibili nella ricerca non è sufficiente a fornire all’economia la necessaria manodopera qualificata nel lungo periodo. La disponibilità di manodopera qualificata è cruciale anche per garantire l’esercizio a lungo termine delle centrali nucleari.
4 Punti essenziali del progetto
4.1 La normativa proposta
Il controprogetto indiretto prevede la revoca del divieto di autorizzazioni di massima per le centrali nucleari sancito dalla legge sull’energia nucleare. Tale divieto si basa su due disposizioni di tale legge che impediscono il rilascio di autorizzazioni di massima sia per la costruzione di nuove centrali nucleari sia per le modifiche alle centrali nucleari esistenti.
Nel quadro del presente controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» si richiede di abrogare senza sostituzione queste due disposizioni (art. 12a e 106 cpv. 1bis LENu). Si propone altresì di stralciare il rimando all’articolo 12a (art. 12 cpv. 1 secondo periodo).