Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/80: 23.462 n Iv. pa. Grossen Jürg. Regole chiare per le imprese della Confederazione in concorrenza con privati · 29 pagine

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limiterebbero notevolmente lo sviluppo imprenditoriale della Posta. In generale questo potrebbe ridurre il potenziale della Posta in termini di risultati e compromettere l’autofinanziamento del servizio universale. Si dovrebbe quindi fare i conti con una limitata capacità della Posta di distribuire dividendi e la Confederazione potrebbe dover riconoscere alla Posta delle sovvenzioni. Inoltre, il valore della partecipazione della Confederazione nella Posta potrebbe diminuire. Allo stesso tempo, la limitazione dello scopo dell’azienda potrebbe ridurre anche investimenti significativi in ambiti di attività rischiosi.

Potrebbero non essere raggiunti gli obiettivi strategici del Consiglio federale. Tali obiettivi vengono ridefiniti ogni quattro anni. Negli obiettivi strategici 2025-2028, il Consiglio federale, dopo aver consultato le Commissioni dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) di entrambe le Camere, ha stabilito che la Posta dovrebbe offrire prestazioni moderne nel settore del traffico dei dati e delle informazioni, così da contribuire a soddisfare le esigenze di una società e di un’economia digitalizzate per quanto riguarda una comunicazione sicura ed efficiente. Negli ultimi anni la Posta ha riunito e ampliato i servizi digitali in un nuovo segmento aziendale. In futuro, però, alcuni di questi servizi probabilmente non rientreranno più nello scopo dell’azienda. Inoltre, alcuni di questi servizi digitali non riescono (ancora) a coprire i propri costi. Un inasprimento del divieto di sovvenzionamento trasversale potrebbe quindi obbligare all’interruzione di questi servizi.

La PostCom dovrebbe ricevere ulteriori risorse finanziarie per ampliare notevolmente la segreteria specializzata. La Commissione, infatti, da un lato sarebbe responsabile della verifica del rispetto dello scopo dell’azienda e le sarebbero quindi affidati nuovi compiti; dall’altro, una formulazione più severa del divieto di sovvenzionamento trasversale comporterebbe un ulteriore lavoro di verifica. La normativa vigente consentiva alla PostCom di condurre in modo relativamente superficiale i controlli sui casi specifici, perché il criterio dei costi unici non era mai soddisfatto. Con la modifica alla normativa sarebbe necessario condurre delle verifiche decisamente più dettagliate e dispendiose in termini di tempo e questo richiederebbe un proporzionale aumento delle risorse a disposizione della PostCom. Inoltre sarebbe assolutamente necessario un ampliamento delle competenze nei settori dei servizi finanziari, dei servizi digitali e del trasporto di viaggiatori. Allo stesso tempo, però, il metodo di verifica sarebbe più semplice, poiché in futuro non sarebbe necessario calcolare i costi unici. La verifica sarebbe quindi meno complessa e richiederebbe minor tempo. I maggiori costi potrebbero essere addebitati alla Posta o ai concorrenti che hanno richiesto la verifica sotto forma di tasse amministrative.

Le due proposte di minoranza avrebbero invece probabilmente una ripercussione minima, o addirittura nulla, per la Confederazione. La proposta volta ad attenuare il divieto di sovvenzionamento trasversale consta di una definizione che corrisponde sostanzialmente alla normativa vigente, motivo per cui non vi è da attendersi alcuna ripercussione finanziaria per la Confederazione. Anche la proposta che chiede l’estensione dello scopo dell’azienda dovrebbe comportare minori ripercussioni rispetto a quella contenuta nel progetto della maggioranza, dato che la maggior parte delle prestazioni digitali della Posta continuerebbe ad essere contemplata nella formulazione proposta.