Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/80: 23.462 n Iv. pa. Grossen Jürg. Regole chiare per le imprese della Confederazione in concorrenza con privati · 29 pagine

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Un inasprimento del divieto di sovvenzionamento trasversale potrebbe quindi comportare una riduzione del modello aziendale al solo servizio universale e, di conseguenza, in futuro la Confederazione potrebbe dover versare dei contributi di finanziamento. Al momento anche gli effetti sui requisiti normativi, ad esempio in termini di fondi propri e liquidità, non sono chiari.

Un aspetto positivo da sottolineare è che in futuro in alcuni casi sarà più semplice fornire la prova generale, in quanto PostFinance non dovrà fornirla. Dai primi calcoli risulta che con la nuova normativa negli ultimi anni la prova generale sarebbe stata fornita nel doppio dei casi. La Confederazione, inoltre, potrebbe valutare anche la possibilità di prevedere un indennizzo per determinate prestazioni di interesse pubblico, come la cartella informatizzata del paziente o il voto elettronico, nel caso in cui i relativi costi aggiuntivi non riescano a essere coperti. Oggi indennizzi di questo tipo sono già riconosciuti nel settore del servizio universale del trasporto regionale di viaggiatori.

In alternativa la Posta dovrebbe aumentare i prezzi di determinate attività liberamente scelte o entrare in nuovi ambiti di attività redditizi che non rientrano nel servizio universale, anche se questo potrebbe creare difficoltà dato il ristretto scopo dell’azienda. Bisogna inoltre ricordare che in caso di violazioni la PostCom può richiedere l’adozione di misure che evitino che tali violazioni si ripetano. Il divieto totale di svolgere un’attività, tuttavia, nel caso del divieto di sovvenzionamento trasversale, sarebbe probabilmente l’ultima spiaggia.

Le conseguenze finanziarie di un’eventuale cessazione di alcune attività dipendono molto dalle possibilità che queste attività hanno di conseguire dei profitti nei prossimi anni. Molte delle prestazioni interessate sono ancora in fase di sviluppo. Se, come previsto, queste offerte dovessero svilupparsi positivamente e generare in futuro dei guadagni, le ripercussioni sui profitti e sulla liquidità della Posta sarebbero notevoli. Nel caso in cui, invece, questo percorso di sviluppo dovesse procedere a rilento o non consentisse affatto di generare guadagni, questo potrebbe avere addirittura effetti positivi sul breve periodo, perché le prestazioni in deficit verrebbero eliminate. Tuttavia, sul lungo periodo questo avrebbe conseguenze negative poiché il potenziale risultato della Posta nel suo complesso verrebbe ridotto.

A questo si aggiungono eventuali spese procedurali per i controlli sui casi specifici in relazione allo scopo dell’azienda, così come l’onere aggiuntivo richiesto per lo svolgimento di queste procedure, che porterebbero a un aumento delle tasse amministrative addebitate dalla PostCom. L’onere che dovrebbe sostenere la PostCom per verificare il rispetto del divieto di sovvenzionamento trasversale sarebbe in gran parte trasferito alla Posta tramite l’applicazione di tasse. Dal momento che un’analisi più approfondita richiede anche più tempo, questa avrebbe conseguenze anche finanziarie per la Posta. In ogni caso, l’eliminazione del calcolo dei costi unici dovrebbe ridurre le spese.

Nel caso in cui venissero cessate delle attività o cedute delle filiali, si avrebbero rettifiche di valore e costi di ristrutturazione. Si potrebbero infine avere ripercussioni negative anche sulla situazione occupazionale all’interno della Posta.